Reggio Calabria, Premio Muse a Klaus Davi

DaviUn secondo Notturno delle Muse di alto livello culturale, domenica scorsa alle Muse con una apertura di grande prestigio all’interno  degli incontri estivi del sodalizio reggino: è stato proprio il dott. Sandro Barbagallo curatore reparto Collezioni Storiche dei Musei Vaticani ad aprire in diretta telefonica il “Notturno Muse…viaggi calabresi” congratulandosi con Le Muse ed il suo presidente per il loro ruolo nella città di Reggio Calabria ed un invito a visitare le Collezioni che ricostruiscono circa 800 anni di storia e di beni importantissimi per l’umanità al Vaticano, collezioni che saranno presentate nei prossimi giorni proprio a Reggio Calabria con una inedita pubblicazione insieme al presidente ass. “Dolores Sopegna” Paolo Merenda. Un gremito Cortile delle Muse ha assistito ai vari momenti partendo  dalla cartolina illustrata, momento per conoscere un luogo calabrese. Gli assessori Vincenzo D’agostino e Antonio Carneri del Comune di S. Ilario dello Jonio  hanno descritto le bellezze della nota località, tra spiagge, il famoso castello ed i suoi palazzi storici tra cui Palazzo Speziali, itinerari poco conosciuti hanno detto e per questo stiamo cercando di promuoverli al di fuori della nostra regione. Una serata ha dichiarato Giuseppe Livoti dove la cultura regionale serve per ricostruire e ricucire quelle trame che spesso servono per ritrovare una identità, una identità in questo caso ritrovata. La scelta non casuale così è andata alla presenza ha ribadito la vice presidente Muse Teresa Polimeni, alla figura del cantastorie Ninello Verduci, lui che da uomo proveniente dalle Motte, ed esattamente da Motta San Giovanni insieme ai due musicisti Mimmo Destefano alla fisarmonica e Mimmo Tripepi alla chitarra hanno descritto la Calabria come terra sempre di conquista ma anche terra di passioni, legate alla bellezza ed all’amenità del paesaggio, il mondo folk serve proprio a questo ribadisce Verduci a far parlare con saggezza popolare la nostra gente. Momento importante dopo la consegna la scorsa settimana del Premio Muse ad Aldo Pecora, la presenza di Klaus Davi, giornalista e mass mediologo scelto non a caso dal consiglio direttivo delle Muse, poiché definito – divo del contemporaneo – che diviene -giornalista di strada -, che cerca di capire ed indagare la società odierna non soffermandosi dietro la velina o il sentito dire. Davi ha intrattenuto la platea raccontandosi, parlando dell’amore per il suo mestiere, lui che da uomo del nord ama il Sud e così ha detto durante la video intervista: “L’eros è alla base della conoscenza e io sono innamorato del sud e della Calabria. Un amore folle ma al tempo stesso lucido e razionale. Come tutti gli amori ha i suoi rischi e le sue ombre, il suo lato dark. Ringrazio gli organizzatori e in particolare Giuseppe Livoti per avermi conferito il premio Muse edizione 2016. Ho avuto modo di spiegare che pur essendo mitteleuropeo di formazione, sono praticamente sposato con il sud e la Calabria fin da quando ero bambino per una serie di coincidenze…Dedico il premio alle donne e agli uomini della Digos e della Squadra Mobile di Reggio Calabria e Vibo Valentia che fanno un lavoro straordinario e sono un presidio irrinunciabile di legalità ma anche di umanità e continuerò a parlare di quartieri a rischio, a settembre farò un collegamento televisivo dal quartiere di Archi, i giovani vogliono la legalità… Per il Premio Muse 2016 anche un momento creativo, realizzato dall’artista e make-up artist Francesco Cogliandro, con la materializzazione attraverso fogge inedite di emblemi quali peperoncino, il mare o ancora le spighe di grano. Cogliandro è stato definito  da Davi come un nuovo David Bowie, ma qui al sud tutto è difficile, occorre lottare anche per le proprie passioni. Ed infine prima uscita pubblica quella di Remo Frisina, presidente Federpreziosi di Reggio Calabria che portando i saluti di questa nuova istituzione calabrese si è soffermato sul fatto che occorre riportare la tradizione e l’artigianalità anche in settore in crisi come i preziosi, genere che in questi anni ne ha risentito moltissimo,  la cultura ha detto,  deve riuscire a promuovere eventi come questi che esaltano il bene della creatività attuale.