Reggio Calabria, morte mons. Ferrante: un ricordo speciale

Il 5 luglio ha compiuto 63 anni di vita sacerdotale, e il 6 luglio ha lasciato la vita terrena Don Nicola Ferrante

mons-ferrante-2Essenziale. Pensando a Don Nicola Ferrante, mi viene in mente questo etimo: essenziale come vero, senza fronzoli. L’ho conosciuto alla scuola media nel ruolo di insegnante di religione e sin da subito ho percepito, anche se ancora nel mio subconscio, la forza interiore e la fame di cultura che in qualche modo hanno contribuito alla mia formazione. Dire degli incarichi che via via ha ricoperto onorandoli con acume e sottile intelligenza, sarebbe un lavoro lungo e complesso, perchè Don Nicola ha spaziato in lungo e in largo nella Diocesi di Reggio Bova, sempre attento e perspicace, anticipando spesso i tempi senza ipocrisie e bigottismi. Storico del territorio con varie pubblicazioni al riguardo, e cultore degli archivi è stato un punto di riferimento fondamentale per tutti coloro che, giovani e/o adulti, fossero in qualche modo interessati a notizie del passato, che lui attualizzava sempre con spirito innovativo. Dagli studi sui santi Italo_Greci- Bizantini al recupero della famosa Chiesa della Graziella, lascia un patrimonio storico importantissimo . Come non ricordare le conversazioni nei locali dell’Archivio Arcivescovile i martedì mattina, quando la storia diventava presente guardando al futuro sempre con ottimismo! Giovane tra i giovani, ai quali ha dato sempre grandi spazi, adulto e vecchio tra i vecchi, che stimolava ad impegni nel sociale aldilà delle difficoltà quotidiane. Mai sopra le righe, si poneva con comprensione e rispetto verso tutti,vero testimone dell’importanza della cultura, e con la Parola adeguata ad ogni situazione e ad ogni persona, mai banale o formale. E già decenni fa,quando capitava qualcuno che gli diceva di volersi legare sentimentalmente ad una persona divorziata, il Don gli ricordava semplicemente, prima di inoltrasi nella storia, di riflettere sul fatto di essere comunque la seconda scelta.Mai clericale, mai invadente, lontano dalle autocelebrazioni, dall’enfasi, ha fatto della discrezione il suo stile di vita sempre con dignità, semplicità e modestia, senza mai fare sfoggio della sua enorme cultura; direi un Monsignore secolare: secondo me Don Ferrante ha incarnato lo spirito della Carità raccontato da San Paolo nella lettera ai Corinzi,

“La carità è paziente, è benigna la carità; la carità non invidia, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, ma si compiace della verità.tutto tollera, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non verrà mai meno………

Ora esistono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità; ma la più grande di esse è la carità”.

Mi ritengo personalmente fortunata per averlo incontrato nella mia strada.