Reggio Calabria, lettera aperta a Papa Francesco: “mio figlio disabile è stato escluso dalla Chiesa”

La denuncia di un genitore di Reggio Calabria: “mio figlio disabile è stato escluso dalla Chiesa”

disabileDi seguito la lettera aperta di un cittadino di Reggio Calabria, Vincenzo Sera, a Sua Santità PAPA Francesco Casa Santa Marta, All’Arcivescovo Metropolita di Reggio Calabria – Bova Mons. Giuseppe Fiorini Morosini Reggio Calabria, alla Parrocchia San Pio X Santuario Maria SS. di Modena Reggio Calabria Parroco Don Gianni Licastro.

“Accogliere ed ascoltare tutti”. Sono le parole che il Papa consegna a grandi e piccoli di tutte le diocesi d’Italia e da molte parti d’Europa. Serve conversione per le parrocchie. Serve, osserva il Papa, un lavoro da fare insieme, il prete con i laici e i catechisti , aiutare tutti a capire la fede, l’amore, a capire come essere amici, a capire le differenze, senza discriminare, senza l’emarginazione che una comunità possa mettere in atto di fronte le diversità. La sfida ci fa paura, ma la diversità è una ricchezza sempre, afferma il PAPA. Per molti forse è più comodo non muoversi, è più comodo ignorare le diversità e dire: tutti siamo uguali e se c’è qualcuno che non è “uguale”, lasciamoli da parte, ma non andiamo all’incontro. Il percorso più breve è proprio questo “Lasciamoli da parte”. La domanda nasce spontanea, come affrontare senza paura la diversità e come evitare l’esclusione anche nelle comunità? La risposta è altrettanto spontanea per PAPA Francesco, “L’amore di Gesù dovrebbe vincere gli ostacoli della disabilità”. Le risposte a questa problematica nella mia parrocchia sono molto più semplici, tra la cultura dell’incontro e la cultura dell’esclusione è prevalsa la cultura del pregiudizio dell’emarginazione. “Lasciatevi incontrare da Gesù”, ha concluso il Papa, solo Lui può liberare il cuore “dalla chiusura e dal pessimismo sterile e aprirlo alla vita e alla speranza”. Apritevi alla vita, così dice il Papa. Noi abbiamo accettato la vita per la vita avevamo messo in conto tanti problemi e difficoltà, Sua Santità PAPA Francesco, non avevamo messo in conto di dover affrontare il Prete della parrocchia con i catechisti che lo circondano. Dover affrontare colui che dovrebbe accogliere nella parrocchia colui che porta una Croce, come devozione a Gesù e a Dio è stato devastante nel nostro cuore. Racconto, l’episodio, 2 circa due mesi fa chiediamo ad una signora catechista se mio figlio Salvatore, diversamente abile, può assieme al fratellino partecipare alle uscite per andare al mare con la parrocchia, quindi con tutti i compagni della scuola e con tutti i bambini del quartiere, naturalmente accompagnato dalla madre. Quale migliore momento di inclusione ! La prima risposta è stata non è possibile, la mamma non può salire sul pullman, altrimenti altre mamme avrebbero preteso la stessa cosa. Ci siamo rivolti ad un’altra catechista, che da subito dice di si, in virtù delle esperienze passate senza nessun impedimento. I bambini contenti rimangono in attesa due mesi per partecipare a questa bella iniziativa per vivere diversamente un momento di aggregazione con i compagni di scuola e tutti gli altri bambini del quartiere. Il primo giorno ci presentiamo al punto d’incontro per attendere il pullman, ma la situazione si ribalta nuovamente e ci viene ridetto che la mamma sul pullman non poteva salire, e che anche ad un altra mamma con una figlia disabile le era stata negata l’andata al mare. Al nostro ribattere che avrebbero dovuto dare precedenza a tutte le mamme con figli disabili ci viene risposto: “E se il bambino si sente male” lo stupore cresce, perchè mai avrebbe dovuto sentirsi male ? ed ancor di più rimaniamo attoniti a sentirci dire : “Lo facciamo per salvaguardare il bambino” Ci chiediamo da cosa ? Da chi? Decido di tornare a casa, faccio salire i bimbi in macchina che iniziano a piangere, quindi con il cuore a pezzi per non sentire i bambini piangere, ritorno nel piazzale luogo di partenza, e finalmente incontro, “credo” il responsabile di tutta l’organizzazione, cioè il PRETE della parrocchia, che con delicatezza ribadisce lo stesso concetto della catechista. Ecco che la virtù della calma viene meno, e tanto per rispondere a qualche genitore che dice che il sottoscritto si è comportato male con il prete, forse perchè indignato di tutto ciò ho invitato più volte il PRETE a VERGOGNARSI, ricambiando la stessa delicatezza . Non si può essere privati di amore, gioia e dignità solo perché portatori di una disabilità. Nessuno può permettersi di discriminare in forza di preconcetti che emarginano e rinchiudono nella solitudine le famiglie che accettano la VITA per la VITA, qualunque essa sia. Credo che la chiesa dovrebbe fare una grande opera di conversione prima dentro di se con preti e laici e catechisti e poi infondere quella cultura che PAPA Francesco si sta sforzando di portare avanti. 3 Credo che tanti episodi come questi rimangono e rimarranno nascosti Santo Padre. “Ho l’onore di professarmi con profondo rispetto. Il servo più umile ed obbediente di Sua Santità”.

Vincenzo Sera