Reggio Calabria, lettera a Falcomatà: “deve spiegare i motivi per cui non vengono eseguiti i lavori per il completamento del palazzo di giustizia

Conf.s.a.l. Unsa  chiede al sindaco di Reggio Calabria di informare i cittadini circa i motivi per cui non vengono ancora eseguiti i lavori per il completamento del nuovo palazzo di giustizia

LaPresse/Domenico Notaro

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Di seguito la lettera del segretario regionale della Conf.s.a.l. Unsa, Antonino Iannò, al sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà:

Egregio sig. Sindaco,

Le scrivo questa lettera aperta, perché Lei renda noto alla cittadinanza, i motivi per cui ancora non sono iniziati i lavori di completamento del nuovo Palazzo di Giustizia, considerato che per lo stesso, pare che  siano stati stanziati 36 milioni di euro. Attraverso il completamento di quest’opera, si potrà dare dignità al sistema giustizia ed a tutti gli operatori che giornalmente svolgono la loro attività in Tribunale, in Procura e nei vari Uffici Giudiziari interessati. Questa O.S. Le chiede pertanto, di rimuovere eventuali ostacoli, per il completamento del Palazzo di Giustizia. Solo così si potranno risolvere le annose problematiche che riguardano la mancanza d’igiene e sicurezza, in cui operano i dipendenti giudiziari, i magistrati, gli avvocati, la Polizia Giudiziaria e tutti i soggetti che usufruiscono dei servizi. Di recente  l’Organizzazione Sindacale  Conf.s.a.l. Unsa, che rappresento, ha scritto una lettera aperta al Procuratore della Repubblica dott. Cafiero De Raho, chiedendo la chiusura di alcuni Uffici per la mancata climatizzazione degli stessi e di indagare su eventuali responsabilità per violazione delle norme in materia d’igiene e sicurezza negli uffici giudiziari reggini. L’intervento del Procuratore è stato immediato ed ha interessato il Provveditorato alle Opere Pubbliche, il Comune e la Direzione Generale dei Beni e Servizi del Ministero della Giustizia. Il Provveditorato alle Opere Pubbliche, attraverso una procedura di somma urgenza, ha avviato dei lavori per il ripristino di una corretta climatizzazione degli Uffici del CE.DIR., essendo a rischio la salute dei lavoratori, stante il caldo asfissiante di questo periodo estivo, ma ovviamente l’incuria che per anni ha interessato il Centro Direzionale, la cui manutenzione per gli Uffici Giudiziari era affidata fino al 31 agosto 2015 al Comune, non potrà essere risolta nella sua completezza con un colpo di bacchetta magica. Alla luce di tutto ciò, urge che il nuovo Palazzo di Giustizia venga completato, e noi chiediamo la massima trasparenza nella gestione dell’appalto, in una città in cui gli appetiti sono tanti. Alla luce di quanto emerso dal lavoro della Magistratura, è necessario che anche la politica dia un segnale, accelerando ed eventualmente, se necessario, rivedendo l’iter esecutivo del nuovo Palazzo di Giustizia, per dare impulso e sostegno al nuovo presidio di legalità, contro la zona grigia che interagisce con la ‘ndrangheta.