Reggio Calabria, l’associazione “Famiglia Ventura” ha dato luogo alla lettura del primo canto dell’Odissea innanzi alla tomba del professore Franco Mosino

Odysseus_Tiresias_Cdm_Paris_422Venerdì mattina al Cimitero di Condera, l’associazione “Famiglia Ventura” ha dato luogo alla lettura del primo canto dell’Odissea innanzi alla tomba del professore Franco Mosino, filologo candidato premio Nobel per la letteratura, scopritore delle scritture verticali a fondamenta della tesi che vede in “Appa”, e non in Omero, l’autore del poema epico incentrato su Ulisse. Secondo il Mosino, deceduto il quindici luglio dello scorso anno, assieme agli ecisti fondatori di Reggio ed i coloni provenienti da Calcide vi era un aedo che si faceva chiamare o era noto come “Appa”, che compose un poema celebrativo sui miti dello Stretto. Tale autore pare abbia apposto la propria firma in un acrostico, posto all’inizio del primo canto dell’Odissea, il quale sembra essere rimasto celato nell’oblio sino alla sua riscoperta da parte del compianto filologo reggino. Una tesi commemorata in questo anniversario anche dal Circolo “Calcidese” di Reggio. Sempre nel pomeriggio di ieri il Circolo “Apodiafazzi” ha ricordato il professore Franco Mosino, già presidente onorario dello stesso, presso l’omonima Biblioteca sita a Bova, comune dell’area grecofona di cui lo studioso era cittadino onorario. Mosino fu tra i principali fautori della valorizzazione del greco di Calabria, apportando un contributo notevole alla tutela di tale pregevole patrimonio linguistico, azione che gli valse l’appellativo di “Filelleno”, epiteto con cui è tutt’oggi ricordato e che è impresso nel marmo della sua ultima dimora.