Reggio Calabria, la risposta degli infermieri precari degli Ospedali Riuniti: “i dializzati vengano curati in città”

Gli infermieri precari degli Ospedali Riuniti hanno esposto la loro ferma volontà di vedere curati i dializzati presso le strutture ospedaliere di Reggio Calabria

Ospedali Riuniti  reggio calabriaAbbiamo letto, esterrefatti, circa un presunto “blitz” messo in atto dai  precari dell’A.O. Bianchi-Melacrino-Morelli, durante lo svolgimento di una riunione dove, in quel momento, l’Azienda Ospedaliera e le OO.SS., ad amor del vero,  erano impegnati a discutere di erogazione della produttività ed individuazione di carature economiche sulle solite posizioni organizzative. Uno dei punti ancora da iniziare a dibattere, risultava essere, la continuazione di un progetto che consentisse ai dializzati in soprannumero di essere trattati in loco. Il cosiddetto “Blitz”, a parere di qualcuno, avrebbe, di fatto, impedito che si raggiungesse un accordo sul “progetto dialisi”.

Alla riunione erano presenti:

  1. Avv. Giulio Carpentieri e dott. Giuseppe Neri: Direttore Amministrativo e Direttore Risorse Umane;
  2. UIL-FPL :  Dott. Nuccio Azzarà:             sanitario;
  3. FIALS:  Dott. Bruno Ferraro:            ferroviere in pensione;
  4. CISL:  D.ssa Luciana Giordano      impiegata della prefettura;
  5. CGIL:  Dott. Delfino                        pensionato INPS;

Praticamente su 4 rappresentanti sindacali ben tre niente hanno a che fare con la Sanità ed a malapena, de relato, conoscono la vita interna degli ospedali. Sicuramente dal punto di vista legale possono rappresentare i lavoratori ospedalieri, ma, di certo, non tutti  potranno condividerne i problemi ed il vissuto di chi opera, da sempre, direttamente al letto del malato. Noi PRECARI pensiamo non sia giusto utilizzare persone in stato di necessità, specie se la soluzione è semplice e, comunque, di assoluta pertinenza e responsabilità dell’Azienda Ospedaliera. Tutti gli infermieri precari (estensori di questa nota, quasi 40) siamo disponibili, GRATUITAMENTE, a prestare servizio presso la U.O.C. Nefrologia e Dialisi, risolvendo così il problema ed evitando esercizi accademici sul tema sofferenza.  Al contempo, di seguito, cercheremo di chiarire come la Direzione Strategica, volendo, avrebbe la possibilità di garantire, in alternativa alla posizione strumentale di qualche sindacato, l’assistenza ai dializzati:

1° soluzione: basterebbe assumere 4 infermieri (sono stati appena assunti due medici per la dialisi);
2° soluzione: utilizzate i 650.000€ che si blatera d’aver risparmiato-attivo del bilancio 2015;
3° soluzione: evitare di assumere in deroga a norme dirigenti amministrativi ( uno appena assunto: parente di noto politico  reggino);
4° soluzione: utilizzando la nostra gratuita disponibilità.

Come può la FIALS, insensibile alla nostra stabilizzazione proporre di attivare un progetto che richiede prestazioni assistenziali aggiuntive, quando solo un anno fa è stata contraria che le stesse prestazioni fossero erogate ai pazienti dei reparti di Medicina, Chirurgia, Neurologia sostenendo, giustamente, come la legge vietasse tali prestazioni?
Come si possono effettuare prestazioni aggiuntive dopo l’applicazione dell’art. 14 della legge 30 ottobre 2014, n. 161 che prevede che dal 25 novembre 2015 il comma 6-bis dell’art. 17 del DLgs 66/2003 sia abrogato? Legge che, di fatto, ha imposto alle amministrazioni di rivedere l’orario di lavoro stabilendo una turnistica che esclude il ricorso a prestazioni suppletive.
Grazie alla incalzante richiesta avanzata dalla UIL-FPL che si è fatta interprete delle nostre istanze,  lunedi  25 c.m. alle ore 12, 00 presso l’Aula Spinelli si terrà incontro con i vertici dell’Azienda con un unico punto all’odg: “informativa in merito alle attività poste in essere dall’A.O. finalizzate alla stabilizzazione del personale precario”.  NOI PRECARI RIVENDICHIAMO SOLO I NOSTRI DIRITTI AI QUALI RINUNCEREMMO SUBITO SE QUESTO DOVESSE AIUTARE, ANCHE, UN SOLO DIALIZZATO.
Questi sono fatti concreti ed attuabili da subito. Le chiacchiere le lasciamo a chi utilizza lavoratori e malati per obiettivi che nulla hanno a che vedere con la mission delle nostre strutture sanitarie“. Questa la lettera inviata dagli Infermieri Precari degli Ospedali Riuniti.