Reggio Calabria, inchiesta “Alchemia”. Il PCI chiede le dimissioni del Vice Presidente del Consiglio regionale Francesco D’Agostino

D'Agostino“La nuova brillante inchiesta denominata “Alchemia”, condotta dalla Dda di Reggio Calabria guidata dal Procuratore Federico Cafiero De Raho, consegna, come se non bastasse quanto già emerso nei giorni scorsi, la tragica conferma del ruolo preminente e della presenza oppressiva della ‘ndrangheta, con le sue pesantissime ed infinite infiltrazioni, nelle Istituzioni calabresi e nazionali. Un quadro drammatico che conferma come la vita civile e democratica della Calabria è, letteralmente, a sovranità limitata. In questa inchiesta è pesantemente coinvolto l’attuale Vice Presidente del Consiglio regionale della Calabria Francesco D’Agostino, il quale, eletto nella lista satellite del PD denominata “Oliverio Presidente” in quanto diretta emanazione dello stesso Oliverio, ha subito una serie di perquisizioni da parte delle forze dell’ordine. Per comprendere la gravità della vicenda è doveroso ricordare che la Dda ha addirittura formalmente chiesto l’arresto del Vice Presidente Francesco D’Agostino in quanto nei suoi confronti si ipotizza il gravissimo reato di intestazione fittizia di beni, aggravata dall’avere agevolato la ‘ndrangheta. Insomma, un quadro tragico e desolante nel quale la Calabria e i calabresi sono le vittime di una vera e propria occupazione delle Istituzioni da parte delle cosche della ‘ndrangheta”, scrive in una nota il coordinamento regionale del PCI. “In questa direzione -prosegue la nota- con viva preoccupazione e con grande indignazione, registriamo l’assordante e vergognoso silenzio del PD, del presidente della regione Oliverio, del segretario regionale Magorno e di ogni altro esponente politico-istituzionale (deputati, senatori, consiglieri regionali, sindaci, ecc. ecc.) in merito al grave coinvolgimento nell’inchiesta “Alchemia” del Vice Presidente del Consiglio regionale della Calabria Francesco D’Agostino. Questo indecente unanime silenzio che la dice lunga su quale sia la sensibilità del PD sul tema della legalità, impone alla parte sana e pulita della Calabria di reagire con forza e determinazione. In tal senso, interpretando il sentimento comune dei calabresi onesti, esausti ed indignati per l’andazzo che caratterizza le istituzioni, chiediamo formalmente le immediate e improcrastinabili dimissioni di D’Agostino dalla carica di Vice Presidente del Consiglio regionale della Calabria. Crediamo che tali dimissioni avrebbero dovuto essere immediatamente presentate non appena conosciute le carte dell’inchiesta “Alchemia”. Il fatto che non siano avvenute - aggiunge la nota- rappresenta già una pesante macchia per il Consiglio Regionale e per tutta la Calabria che non possono tollerare oltre il permanere di una situazione inqualificabile sul piano etico e morale che , peraltro, denota una gravissima mancanza di rispetto verso la Calabria e i calabresi. Essere indagato per il gravissimo reato di intestazione fittizia di beni, aggravata dall’avere agevolato la ‘ndrangheta, è incompatibile con l’incarico istituzionale ricoperto. Ai tanti smemorati desideriamo rammentare che circa un anno fa l’allora Presidente del consiglio regionale della Calabria Tonino Scalzo rassegnò le dimissioni in quanto indagato in un’inchiesta della Magistratura che, fra l’altro, non riguardava reati di ‘ndrangheta . Pertanto, non comprendiamo come sia possibile che, oggi, il PD nei fatti difenda l’indifendibile D’Agostino facendo finta di niente e sperando che la pesantissima vicenda cada nel dimenticatoio. Questo, stiano certi, non accadrà poiché noi comunisti non lo permetteremo e lo ricorderemo ogni giorno e senza sosta: D’Agostino dimettiti”, conclude la nota.