Reggio Calabria, il Pci contro il sindaco Falcomatà: “vergognose le dichiarazioni sull’operazione Reghion”

Per il Pci di Reggio Calabria, le dichiarazioni del sindaco Falcomatà sull’operazione Reghion sono alquanto vergognose

LaPresse/Adriana Sapone

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Operazione Reghion – La Federazione di Reggio Calabria del Partito Comunista Italiano è molto dura relativamente alle dichiarazioni sull’inchiesta denominata “Reghion” del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. Il Pci è molto chiaro “le dichiarazioni  rappresentano una vergognosa e volgare diffamazione collettiva nei confronti di milioni e milioni di italiani che, in maniera limpida e trasparente, sono legittimamente e convintamente schierati per il NO al Referendum costituzionale“. Il Pci riporta fedelmente quanto dichiarato dal sindaco, il quale dichiara che “…Ecco perché credo che l’altro passaggio fondamentale per Reggio sia il prossimo referendum sulle riforme istituzionali” e aggiunge ”C’entrano eccome. Perché abbiamo bisogno di una politica forte, in grado di decidere(…). L’inchiesta di Reggio ci dice che quando la politica è debole, collusa con le mafie o assente, dominano le cricche e le cupole. La vittoria del Si nel referendum rappresenterebbe un aspetto decisivo(…)”. Per il Pci, infatti, quanto dichiarato da Falcomatà farebbe degli italiani e di tutti i reggini schierati con il No “rappresenterebbero, nei fatti, la politica debole, collusa con le mafie e che, quindi, favorirebbero la dominazione delle cricche e delle cupole“.

“Invece di offendere e dileggiare milioni di italiani che sono fieramente collocati con il NO, da Falcomatà e dal silente e imbarazzato PD ci saremmo aspettati una chiara e incontrovertibile autocritica rispetto a quanto emerso prima dall’inchiesta “Fata Morgana” e oggi dall’inchiesta “Reghion”. Sempre il Pci sottolinea che “appare doveroso ricordare che uno dei fermati nell’inchiesta “Reghion” è Antonio Franco Cammera, detto Tony, fratello del dirigente comunale, il quale è stato candidato nella coalizione di Falcomatà nella lista denominata “OLTRE con Falcomatà sindaco” ed ha ottenuto la considerevole cifra di 408 voti di preferenza risultando terzo dei non eletti (notizia di pubblico dominio, nonostante i pressanti tentativi di oscurarla)“. Il Pci rimarca ulteriormente che il sindaco fosse obbligato a pronunciare le pubbliche scuse anche all’assessore Marcianò vittima di mobbing culminata nella ricezione di due email con le quali il sindaco Falcomatà le chiedeva espressamente di dimettersi e lasciare l’incarico di assessore comunale ai lavori pubblici. Infine, continua dichiarando che “e in effetti Falcomatà non da risposte alla città e tace in un assordante silenzio che viene rotto solo per un indecente attacco contro chi sostiene il NO al referendum. Anche per questi motivi crediamo che il NO sarà la migliore risposta alla politica degli inciuci e dei comitati d’affare trasversali: l’incauto Falcomatà, prima di offendere i milioni di sostenitori del NO, farebbe bene a farsi un profondo esame di coscienza“.