Reggio Calabria, il Comune chiude anche Sireneuse e il bar dell’Ospedale: “questa è un’ingiustizia clamorosa”

Reggio Calabria, nuovo provvedimento del Comune che stamattina ha notificato la chiusura del noto locale del Lungomare “Sireneuse” e del bar dell’Ospedale gestiti dall’imprenditore Alampi

sireneuse (1)La storia si ripete. Quanto accaduto per l’OASI lo scorso 20 aprile, si è ripetuto oggi per altri due locali storici di Reggio Calabria: il Sireneuse e il bar dell’Ospedale. Stamattina i Vigili Urbani hanno notificato il provvedimento emesso dal Comune di Reggio Calabria, e hanno provveduto a chiudere i locali. Quello del Sireneuse, era uno dei pochissimi Gazebo rimasti “indenni” alla prima ondata di chiusure già notificata per altri numerosi esercizi commerciali della città sempre dal Comune nelle scorse settimane. Adesso è chiuso anche questo.

sireneuse (2)Il provvedimento – secondo le prime informazioni – sarebbe stato ordinato dal Comune dopo la revoca del certificato antimafia decisa dalla prefettura. Il titolare di Sireneuse e bar dell’Ospedale, l’imprenditore Alampi, ha voluto esternare tutto il suo sgomento per questo provvedimento spiegando che “hanno considerato la mia attività permeabile ad infiltrazioni mafiose, perchè vicina a livello familiare, soltanto perchè mio figlio ha sposato una lontana parente dei Serraino, tra l’altro già da molti anni (hanno tre figli). Si tratta di una parentela acquisita… Quindi il Comune ha deciso di sospenderci la licenza e abbiamo dovuto chiudere. Io ci tengo a precisare che siamo una famiglia pulita, libera, lontana da ogni logica criminale. Siamo persone perbene e adesso sono disposto anche a scendere in piazza per manifestare apertamente la mia incolpevolezza. Non solo auspico che vengano riaperte le mie attività, ma da questa storia voglio uscire completamente pulito, non è giusto che il mio nome venga infangato così. Voglio inoltre precisare che ho sempre prestato particolare attenzione anche all’attività del bar dell’Ospedale, un luogo strategico e delicato. Ho gestito quel punto ristoro con grande passione e tanto sudore, adesso non vorrei che venisse ceduto a qualche altro che vuole lucrare da questa situazione magari venendo in città da fuori. E’ chiaro che una struttura come l’Ospedale non può rimanere senza un bar, e io credo che quella di oggi sia un’ingiustizia enorme“. 

Contestualmente, lo stesso provvedimento è stato adottato per altri 3 locali cittadini, tra cui la nota sala giochi Orchidea Rossa di via Palamolla.

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