Reggio Calabria, ecco FOTO e VIDEO di “Peppazzo” Alvaro: il pericoloso latitante accompagnato in Questura

Reggio Calabria, ecco le foto di Giuseppe Alvaro: il pericoloso latitante

Alvaro (3)La polizia di Stato di Reggio Calabria, ha localizzato e catturato, in agro di Monterosso Calabro (provincia di Vibo Valentia), il pericoloso latitante della ‘ndrangheta calabrese Giuseppe Alvaro, alias ‘Peppazzo’, posto ai vertici della cosca Alvaro, detta ‘Carni i cani’, operante a Sinopoli con proiezioni in Lazio ed all’estero. Era il latitante più longevo della Piana di Gioia Tauro. A suo carico, a febbraio 2009, il gip del Tribunale di Reggio Calabria aveva emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, reati contestati nell’ambito dell’operazione ‘Virus’, condotta dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria. Il ricercato è stato catturato all’esito di prolungati servizi di osservazione svolti in un’ampia zona rurale. Al momento dell’irruzione eseguita in un frantoio, Alvaro ha tentato la fuga lanciandosi da una finestra, ma poco dopo è stato raggiunto dal personale operante che lo ha bloccato ed ammanettato. Dopo le rocambolesche fasi della cattura, l’arrestato è stato trasportato presso l’ospedale di Vibo Valentia per essere sottoposto ad intervento chirurgico, poiché, cercando la fuga dal frantoio, ha riportato la frattura scomposta della caviglia.

La cosca Alvaro e le sue proiezioni in Italia e all’estero

Ha proiezioni nel Lazio ed all’estero la cosca al cui vertice ci sarebbe stato Giuseppe Alvaro, alias “Peppazzo”, il latitante arrestato dalla polizia di Stato nelle campagne di Monterosso Calabro. Alvaro, figlio di Carmine, di 63 anni, capo storico della cosca, era latitante da quando era sfuggito all’arresto in occasione dell’operazione “Virus”, condotta dalla Squadra mobile di Reggio Calabria. Dalle indagini e’ emerso “il ruolo di assoluto rilievo”, come e’ stato riferito dagli investigatori, svolto da Giuseppe Alvaro nell’organigramma dell’omonima cosca. “Gli affiliati – e’ stato detto ancora – non esitavano ad eseguire puntualmente ed immediatamente le direttive da lui impartite, anche perche’ probabilmente ne riconoscevano il ruolo di portavoce del padre boss. Gli incontri tra Giuseppe Alvaro ed il padre, dunque, non erano semplici incontri tra padre e figlio, ma vere e proprie riunioni per stabilire le attivita’ della cosca e ricevere le direttive”.

Reggio, l’arrivo di Giuseppe Alvaro in Questura dopo l’arresto [VIDEO]