Reggio Calabria, ecco come i latitanti della ‘ndrangheta impartivano disposizioni con le radio-ricetrasmittenti

Reggio Calabria: tramite le indagini si è potuto risalire agli strumenti di comunicazione utilizzati tra i due latitanti

operazione Spazio di Libertà (13)Durante le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria è stato possibile risalire, tramite particolari attrezzature tecniche, agli strumenti di comunicazione tra i due latitanti di ‘ndrangheta, CREA Giuseppe e FERRARO Giuseppe ed i loro sodali, i quali erano soliti utilizzare delle frequenze radio VHF, libere in etere, rispetto ai più moderni sistemi basati sulla telefonia cellulare; la radio ha consentito di ricostruire in tempo reale non solo la gestione del menage dei boss in fuga, ma anche l’organizzazione dei loro appuntamenti con i familiari e/o terze persone.Tra le molteplici comunicazioni intercorrenti sulle frequenze, è stato possibile individuarne alcune che, abilmente decriptate dagli investigatori addetti alle intercettazioni della frequenza, hanno permesso di stabilire che le stesse intercorrevano fra taluni stretti congiunti del CREA Giuseppe e dai componenti della famiglia mafiosa dei FACCHINERI di Cittanova (RC) verso i due latitanti CREA Giuseppe e FERRARO Giuseppe, intesi rispettivamente con i nomi di “Alberto” e “Ciccio”, con lo scopo provvedere al sostentamento della loro latitanza.