Reggio Calabria, arrestato anche il fratello di Cammera: era candidato al Comune nella lista “Oltre” per Falcomatà

Reggio Calabria, tra gli arrestati anche un candidato a sostegno di Falcomatà alle Comunali del 2014

Oltre _ FalcomatàAntonio Franco Cammera, tra gli arrestati dai Carabinieri nell’ambito dell’indagine denominata “Reghion” insieme al più noto fratello Marcello (dirigente del Comune), si era candidato alle elezioni Comunali dell’ottobre 2014. Precisamente è stato candidato nella lista civica “Oltre“, confezionata appositamente a sostegno della candidatura di Giuseppe Falcomatà, all’interno della coalizione di Centro/Sinistra.

Come si può osservare dai dati ufficiali pubblicati sul sito della Recasi, Antonio Franco Cammera riuscì a raccogliere 408 voti di preferenza, posizionandosi al 4° posto nella lista “Oltre”, e per poco fuori dal Consiglio Comunale (la lista “Oltre” ha avuto un seggio, con il 3,49% dei voti complessivi).

marcello cammeraAnche la carriera dirigenziale del fratello Marcello Cammera è legata alla politica: già funzionario comunale, Cammera è diventato dirigente vincendo il famoso concorso indetto da Naccari quando, per circa 6 mesi, nel 2002 ha ricoperto l’incarico di Sindaco facente funzioni, dopo la morte di Italo Falcomatà, con cui aveva lavorato proprio per la realizzazione di quel concorso comunale per dirigenti.

Nei mesi scorsi, soltanto a novembre 2015 (un anno e un mese dopo l’insediamento da Sindaco), Falcomatà metteva in atto la tanto agognata “rotazione dei dirigenti“, spostando Cammera dal settore “lavori pubblici” a “Cultura, Turismo, Istruzione e Sport“. Un incarico comunque molto importante che ha consentito a Cammera di gestire – fino a stamattina – diversi assessorati, le attività del Teatro Cilea, l’Estate Reggina e molto altro. Una scelta dolorosa e sofferta, quella di Falcomatà, a cui il Sindaco arrivò dopo mesi di vero e proprio braccio di ferro con l’assessore ai lavori pubblici Angela Marcianò, che spingeva talmente tanto per la rotazione dei dirigenti (e lo spostamento di Cammera dai lavori pubblici) al punto da minacciare le proprie dimissioni e disertare alcune riunioni di Giunta.

L’inchiesta “Reghion”, con l’accusa pesantissima per Cammera (l’ipotesi di reato è “concorso esterno in associazione mafiosa“) certifica la lungimiranza dell’assessore Marcianò su determinate dimaniche interne al Comune, e adesso avrà certamente anche pesanti ripercussioni su Palazzo San Giorgio. Evidentemente il convincimento che con lo scioglimento del consiglio comunale nel 2012 la “continuità mafiosa” del Comune si sarebbe estinta era soltanto illusorio.