Primato negativo per la Calabria: perde il 16,31% dei suoi infermieri in cinque anni

Dal 2009 al 2014, il calo maggiore di infermieri si e’ avuto in Campania con -2.102 infermieri, seguita dal Lazio con -1.893 e dalla Calabria a -1.444

infermieriI dati delineano un dato chiaro di emorragia di infermieri al Sud Italia. Dal 2009 al 2014, il calo maggiore di infermieri si e’ avuto in Campania con -2.102 infermieri, seguita dal Lazio con -1.893 e dalla Calabria a -1.444. Le tre insieme totalizzano ben 5.439 posti in meno, ma in percentuale il primato negativo spetta alla Calabria che perde il 16,31% dei suoi infermieri in cinque anni. E’ quanto emerge dall’analisi della Federazione dei Collegi degli infermieri Ipasvi. Quanto al numero di infermieri in relazione al numero dei pazienti, se la media nazionale e’ di 12 pazienti ciascuno, si arriva a 18 pazienti per infermiere in Campania, 16 nel Lazio, 15 in Piemonte, 14 in Puglia. Per quanto riguarda gli stipendi, in Campania gli infermieri guadagnano 478 euro medi annui pro capite in piu’ rispetto alla media nazionale. A fare la differenza e’ la carenza d’organico che si traduce in più ore di straordinario. Quanto al rapporto infermieri/medici, che a livello ottimale sarebbe di 3 a 1, mentre in Campania, Calabria e Sicilia si ferma a malapena a 2. A causa del blocco del turnover, gli over 50 in Calabria sono quasi il 61%, sono piu’ del 58% in Molise e circa il 54% in Campania.