Ponte sullo Stretto, Astaldi adesso alza la voce: “i patti vanno rispettati”

ponte sullo strettoIl problema principale di questo Paese non e’ la scarsita’ di risorse ma la burocrazia, l’incapacita’ di assumersi le responsabilita’ per cui si e’ pagati”, “l’incertezza del diritto e il mancato rispetto dei contratti anche da parte del committente pubblico“. E’ quanto denuncia il presidente del consiglio di gestione della Societa’ Italiana per Condotte d’Acqua, Duccio Astaldi, che, intervistato da Lorenzo d’Avanzo per l’Agi sotto la “nuvola di Fuksas”, realizzata dalla societa’, attende la decisione del Governo e degli enti locali sul passante di Firenze: un’opera affidata da tempo a Condotte che vale circa 800 milioni. Domani, a quanto si apprende, il vice ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Riccardo Nencini, la Regione Toscana e il comune di Firenze si riuniranno per decidere se andare avanti con questo lavoro, gia’ completato per un terzo, che prevede la realizzazione del passante e la nuova stazione Foster. L’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Italiane, Renato Mazzoncini, e il sindaco di Firenze, Dario Nardella, vorrebbero cancellarla. Il presidente della piu’ vecchia azienda di costruzioni italiana (e’ nata il 7 aprile 1880), nel mostrare tutto il suo scetticismo anche sul nuovo codice degli Appalti elenca dettagliatamente un lungo ‘cahier de doleance’.

ponte-sullo-strettoIl problema non e’ fare nuovi codici – osserva il top manager – ma come si applicano le norme: se non cambia lo spirito con il quale si applicano le norme non si va da nessuna parte“. E, passeggiando sotto un’opera concepita nel 1994 che sara’ inaugurata il 29 ottobre 2016, Astaldi ricorda il caso del ponte sullo Stretto di Messina, che coinvolge direttamente Condotte che e’ parte del General Contractor che vinse l’appalto. “Uno Stato decide di fare un’opera, fa una gara internazionale che si conclude con l’assegnazione dei lavori – ricorda il presidente di Condotte – poi cambia il Governo e annulla l’opera e pretende di cancellare anche gli indennizzi previsti dal contratto: ma dove siamo? Noi certamente non avremmo partecipato alla gara se non fossero state previste delle penali anche per il committente”. “Questa splendida opera – sottolinea Astaldi guardando la ‘Nuvola’ con orgoglio – non ci sarebbe se non ci fossimo stati noi con il nostro coraggio di continuare a lavorare con un committente, Eur Spa, allora sull’orlo del fallimento in regime di concordato che ci doveva 52 milioni di euro: non so quanti avrebbero continuato a lavorare in una situazione del genere“. D’altronde, secondo Astaldi, il problema e’ anche culturale. “In Italia quando vinci una gara vieni visto con sospetto come se chi costruisce fosse un ladro anche, se poi la realta’ ci dice che moltissime imprese edili sono sull’orlo del fallimento e questo smentisce chi ci vede come ladri. All’estero, quando vinciamo un appalto ci battono le mani“. E le parole del presidente di Condotte si traducono in numeri. “Nel nostro portafoglio ordini la componente Italia col 60% e’ prevalente ma se poi andiamo a guardare il fatturato vediamo che il 61% viene dall’estero contro il 39% domestico. Cio’ e’ dovuto alla maggiore velocita’ con cui si riescono a fare i lavori fuori dal nostro paese“. E lo sviluppo all’estero e’ destinato a crescere ulteriormente, soprattutto in Norvegia e in Iran dove il gruppo italiano gode di grande prestigio grazie alla realizzazione della diga di Bandar Abbas.

ponte sullo strettoIn Iran, Condotte e Itinera (Gruppo Gavio) hanno firmato congiuntamente protocolli d’intesa (Memorandum of Understanding, Mou) con alcune fra le principali societa’ di costruzioni iraniane per lo sviluppo congiunto di grandi progetti infrastrutturali nei settori delle linee ferroviarie, degli acquedotti e degli ospedali per un valore complessivo di circa 4 miliardi. “Il Mou per il settore ferroviario – spiega Astaldie’ un accordo che vale piu’ di 4 miliardi di euro, secondo solo a quello stipulato da Teheran con Saipem: un risultato sicuramente importante visto che la nostra quota e’ di 2 miliardi, ma per noi e’ anche un punto di partenza per andare in aree limitrofe“. E, sottolineando come l’intesa sia “il risultato di un lungo lavoro fatto con il partner Itinera e gli interlocutori iraniani, che si fonda sul nostro importante know how su ferrovie ad Alta velocita‘”, Astaldi fa presente che “gli appalti per il settore ospedaliero valgono circa 1,5 miliardi, mentre quelli per gli acquedotti possono essere valutati intorno a 500 milioni“. Parlando della Norvegia, il top manager si mostra particolarmente orgoglioso: “La nostra prima offerta – riferisce – ha vinto non per il prezzo, visto che eravamo terzi, ma per la nostra capacita’ tecnica. E questo la dice lunga di come siamo visti all’estero. Condotte d’Acqua e’ stata la prima classificata “nell’appalto denominato ‘Epc Civil Oslo S.’ nell’ambito del progetto ferroviario Follo Line bandito dalle ferrovie norvegesi (Jernbaneverket-Jbv), il principale progetto infrastrutturale attualmente in fase di sviluppo nel paese. Il contratto e’ della tipologia Epc, per cui Condotte sara’ incaricata sia delle attivita’ di ingegneria (progettazione di dettaglio) che di quelle attinenti la costruzione. Successivamente, dopo pochi mesi, Condotte si e’ aggiudicata un secondo lotto nell’ambito del medesimo progetto in Norvegia. L’importo dell’appalto e’ pari a circa 225 milioni di euro. La pubblicazione della graduatoria ha indicato la nostra offerta quale la migliore sia dal punto di vista tecnico che da quello economico. L’opera consiste nella realizzazione di circa 1,2 km di gallerie artificiali (scatolari) in calcestruzzo, con sezioni variabili capaci di ospitare fino a 7 binari, inclusi i collegamenti alla stazione centrale di Oslo“.