Operazione “Spazio di libertà” nel reggino: numerosi fermi per favoreggiamento di latitanti, trovati con armi e ostriche

Operazione “Spazio di libertà”: numerosi fermi per favoreggiamento di boss latitanti, nel loro covo erano stati sorpresi con armi e ostriche

polizia-auto-primaOperazione ”Spazio di libertà: dalle prime ore di oggi gli investigatori del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e della Squadra Mobile di Reggio Calabria stanno dando esecuzione ad un Decreto di Fermo di indiziato di delitto nei confronti di diversi soggetti, responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosafavoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena nei confronti dei latitanti di ‘ndrangheta di CREA Giuseppe e FERRARO Giuseppe, inseriti nell’elenco dei ricercati pericolosi del Ministero dell’Interno, catturati dalla Polizia di Stato in agro di Maropati (RC) il 29 gennaio 2016, in un covo costruito in una zona impervia di campagna, completamente mimetizzato nella fitta vegetazione, nonché del latitante CILONA Antonio, appartenente alla cosca SANTAITI di Seminara (RC), condannato all’ergastolo in secondo grado. 

Giuseppe Crea e Giuseppe Ferraro, furono sorpresi nel sonno da un blitz della squadra mobile di Reggio Calabria e del Servizio centrale operativo: i due si nascondevano in un bunker in metallo realizzato nella roccia tra Maropati e San Fili e nascondevano un vero e proprio arsenale d’armi (fucili di vario genere, un mitra e numerose pistole). Nel covo furono trovati anche i resti di una cena a base di ostriche.

Entrambi sono ritenuti due boss di rilievo delle cosche della piana di Gioia Tauro. Ferraro, latitante dal 1998, deve scontare una condanna all’ergastolo per omicidio e associazione mafiosa, ed è uno degli ultimi componenti dell’omonima famiglia di ‘ndrangheta decimata nella faida di Oppido Mamertina. Giuseppe Crea, irreperibile dal 2006, è figlio di Teodoro, boss di Rizziconi. Antonio Cilona, elemento di spicco della cosca Santaiti di Seminara, era ricercato per una condanna all’ergastolo per l’omicidio di Carmelo Ditto, un pregiudicato ucciso (nell’ambito di una faida tra i Gallico e i Santaiti) in un agguato a Seminara il 20 settembre 2006.