Messina, smantellamento dell’UOC del Laboratorio di Sanità Pubblica. La CGIL: “a rischio la tutela della salute dei cittadini”

Messina, smantellamento dell’UOC del Laboratorio di Sanità Pubblica (LSP). FP CGIL: “Il dg Sirna insiste nella sua strategia: a rischio la tutela preventiva della salute dei cittadini”

tagli sanitàLa FPCGIL lancia l’allarme in merito al depotenziamento della UOC del Laboratorio di Sanità Pubblica (LSP). L’ASP di Messina  ha infatti sottratto un ulteriore posto di collaboratore professionale sanitario – tecnico di laboratorio dalla dotazione organica per assegnarlo alla neo istituita UOC “Accreditamento”.  Secondo la FPCGIL , il manager Sirna  omette di dire che presso la UOS Accreditamento delle strutture sanitarie è in servizio un tecnico di laboratorio sin dal 2005, non svolgeva alcuna mansione nonostante “occupasse un posto nella dotazione organica del laboratorio di sanità pubblica”. Così, per effetto della ingiustificata elevazione a struttura complessa dell’Unità Operativa Semplice Accreditamento delle strutture sanitarie l’ASP  ha irragionevolmente ridotto il numero dei tecnici di laboratorio presenti nella dotazione organica del UOC Laboratorio di Sanità Pubblica portandoli da 8 a 3.

Con tre unità di persosciopero-sanitanale tecnico di laboratorio – dichiarano Clara Crocè Segretario Generale della FPCGIL e Antonio Trino Coordinatore provinciale sanità – non potrà essere garantito neanche l’attuale orario di servizio su due turni (antimeridiano e pomeridiano) e, di conseguenza, la reperibilità notturna e festiva”. Sirna sostiene che l’attività del laboratorio di sanità pubblica non sia tale da giustificare le unità di personale assegnate. Alla luce di ciò, appare strano, dunque, che a fronte di una riduzione del personale tecnico, non cambi il numero dei dirigenti. A tal proposito appare utile evidenziare un dato: il rapporto tecnici/dirigenti è di 3 a 10. “Considerando tale “compressione” di personale, viene da chiedersi – affermano Crocè e Trino – come possa il LSP garantire il controllo della qualità di tutte le acque potabili in distribuzione nel territorio dell’ex Provincia, oggi Città metropolitana, così come il controllo della qualità delle acque destinate alla balneazione, accettando e processando campioni che vengono conferiti da altri servizi dell’azienda sanitaria provenienti da tutti i Comuni del comprensorio, anche i più distanti, condizione che rende appunto necessaria la operatività nell’intero arco della giornata. Appare chiaro come la linea strategica messa in atto dall’azienda Sanitaria provinciale, utilizzando stratagemmi ed astuzie burocratico-amministrative, rischia di depotenziare un servizio essenziale per la tutela della Salute Pubblica quale il Laboratorio di Sanità Pubblica. Di fronte a tutto ciò non è pensabile restare con le mani in mano, ed ecco perché auspichiamo, al più presto, l’intervento delle istituzioni competenti, in primis nell’interesse dei cittadini.