Messina, Femca Cisl e Fim Cisl contro Accorinti per l’inquinamento nella Valle del Mela

Femca Cisl e Fim Cisl contro le parole del sindaco Accorinti sull’inquinamento ambientale nella Valle del Mela: “Si denota la mancanza di informazione e nessuna visione prospettica sul futuro”

valle del mela«Allibiti. Le parole del Sindaco denotano assoluta mancanza di informazione, disconoscimento della storia del territorio e nessuna visione prospettica sul futuro». È questa la reazione della Femca, della Fim e della Cisl di Messina alle dichiarazioni del sindaco Accorinti pronunciate in occasione dell’insediamento a sindaco metropolitano sulla questione industriale del territorio della Valle del Mela e sulla “sulla presunta incidenza di malformazione neonatale”.
«Il sindaco – sostiene il segretario provinciale della Femca Cisl Stefano Trimboli – faccia conoscere la validità delle sue fonti perché noi, che da decenni seguiamo la tematica industriale e la connessa vicenda ambientale, non abbiamo contezza di tali dati che,  nel dettaglio della loro rilevanza territoriale e rispetto alle tipologie di malformazioni che a suo dire si evidenziano, potrebbe essere per tutti un tassello importante per definire meglio la mappa dei soggetti e delle sostanze inquinanti che gravano sulla Valle del Mela, per meglio comprendere chi e in quale misura davvero inquina».
«Riteniamo che il comparto industriale, che su questo territorio ha una presenza significativa, non deve essere smantellato ma valorizzato, ambientalizzato, innovato e messo in rete – sottolinea Tonino Genovese, segretario generale della Cisl Messina – A tutti coloro che per meri interessi politici continuano a sostenere che bisogna azzerare l’esperienza del settore industriale proponendo fantasiose alternative non ben definite, diciamo che le proposte vanno accompagnate da elementi concreti, investitori, modelli, strutture, strumenti e garanzie occupazionali. Siamo stufi di essere ancora considerati oggetto di una politica ciarliera che specula sulla sorte e sui bisogni di una comunità».
Il timore della Cisl è che Accorinti abbia soltanto rilanciato un sentire comune e un parlare qualunque e disinformato, «come tante discussioni di pura speculazione ambientalistica lontani anni luce dalla concreta difesa del territorio e della salute dei cittadini».
«Il sindaco della Città Metropolitana – aggiunge il segretario provinciale della Fim Cisl, Antonino Alibrandi – piuttosto che rilasciare dichiarazioni che danno alibi agli speculatori per penalizzare il comparto dell’industria a Giammoro, si dovrebbe impegnare in maniera forte e concreta a supportare il rilancio dello sviluppo industriale del territorio. l’industria è stata sempre un caposaldo del territorio ed è l’unica realtà che garantisce occupazione e reddito e produce ricchezza redistribuendola sul territorio. si impegni a rendere appetibile il territorio per gli investitori bonificando tutte quelle aree dismesse che sono patrimonio comune della collettività ed eviti di ripetere sul territorio lo scempio dello smantellamento della cantieristica navale della zona falcata con tutte le ricadute sociali e occupazionali».
«La nostra modesta esperienza in tema d’industria e impatto ambientale – aggiungono i rappresentanti della Cisl – ci insegna, infatti, che la tutela reale dell’ambiente e della salute pubblica non può che avvenire intanto dalla reale conoscenza del problema sotto tutti gli aspetti, da quello sanitario all’epidemiologico e statistico, quindi dalla necessaria azione di sorveglianza e denuncia a carico dei soggetti che svolgono le loro attività fuori dai limiti di legge imposti da una normativa ambientale, come quella italiana che è una delle più stringenti del mondo».
Per la Cisl il vero inquinamento è quello che non si vede. «L’industria pesante non sfugge ai controlli e ai rigidi vincoli ambientali, anche in virtù di un collaudato sistema di relazioni sindacali e industriali che prescrivono controlli alla fonte da parte anche degli stessi lavoratori e rappresentanti sindacali, oltre che degli organi preposti come Asp e Arpa. La produzione industriale sul nostro territorio è caratterizzata da cicli di lavoro regolare e contrattualmente definito, con elevati standard sia in termini di sicurezza, sia in termini di controllo delle emissioni di sostanze inquinanti, generando importanti flussi economici attraverso attività sostenibili rispetto al loro inevitabile impatto sull’ambiente. Le cause dei problemi ambientali nella Valle del Mela, quindi, non sono da identificare con la presenza dell’industria ma vanno ricercate anche altrove».
Dalle Federazioni della Cisl, quindi, arriva al sindaco un suggerimento che è anche un’esortazione: «Non liquidi la questione industriale con leggerezza e approssimazione e tenga sempre presente che la società attuale, e il nostro territorio in particolare, non può fare a meno della produzione industriale sostenibile. A meno che il sindaco metropolitano non abbia nel suo programma di voler rinunciare allo sviluppo e alla necessaria programmazione economica, accettando di far ripiombare indietro di mezzo secolo la Valle del Mela. Le sfide di un mondo globalizzato, dove la competizione economica è su scala mondiale, non si vincono favoleggiando di irrealizzabili ritorni al passato, ma piuttosto con la pianificazione attenta e diversificata di attività economiche che possano coesistere fra di loro e con l’ambiente che le ospita».