Messina, Antoci: “dopo le pallottole di piombo quelle di fango”

LaPresse/Carmelo Imbesi

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Giù le mani dalla mia famiglia”: questa la replica del Presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci dopo il grave atto volto ad infangare e colpire lui e la sua famiglia: un vero attentato mediatico. La risposta si riferisce al coinvolgimento della moglie del Presidente Antoci in una inesistente parentela con la famiglia mafiosa dei Rampulla etichettandola  addirittura ed incredibilmente come nipote. La notizia, destituita da ogni fondamento e facilmente verificabile, è stata diffusa da un blog messinese che ha poi smentito e da un altro sito internet che aveva ripreso e appesantito la notizia, poi smentendola e con numerose condivisioni sui social. Giuseppe Antoci, di fronte a questo ennesimo vile attacco non ha esitato a denunciare i fatti in  Procura, dichiarando il proprio sdegno per l’infamante macchina del fango azionata non solo nei  propri confronti ma, a questo punto, anche  dei propri familiari. Sapevo che la minaccia non sarebbe arrivata solo dalla mafia dichiara Giuseppe Antoci e che per colpire i propri nemici la mafia non usa solo le armi. “Aver fatto saltare interessi ed equilibri economici e politici ha fatto impazzire di rabbia tanti personaggi. Sono rimasto in silenzio, ho tollerato, con la forza di chi è a posto con la propria coscienza e soprattutto per il fatto che gli attacchi erano diretti solo al sottoscritto. Oggi si raggiunge l’apice. Il “mascariamento” e la macchina del fango si vogliono utilizzare addirittura contro mia moglie, come se non bastasse quello che sta già passando insieme a me e alle mie figlie. A questo punto inevitabile la denuncia, per tutelare la mia famiglia e per sapere chi c’è dietro tutto questo. Come si può pubblicare una cosa grave come questa,  la cui falsità sarebbe stata verificabile con una sola telefonata ?? C’è altro? Vedremo cosa. Dopo il secondo “attentato” cos’altro si inventeranno per fermarmi ?  Dopo questo schifo se butto la spugna non sarà solo una sconfitta personale, ma lo sarà certamente per la Sicilia,  e per la parte sana ed onesta di questa terra”, conclude Antoci.