Messina, 21 arresti per droga, armi e soldi falsi. Antoci ringrazia Carabinieri e Magistratura

Antoci: “la Sicilia e i Nebrodi non sono certamente Mafia ma occorre essere chiari su una cosa: a nessuno è stato disposto dal medico di fare l’amministratore,  se però si accetta di farlo la prima cosa che occorre fare è creare Sviluppo e Legalità altrimenti se non ci si ritiene all’altezza esiste un istituto che chiamasi dimissioni”

LaPresse/Carmelo Imbesi

LaPresse/Carmelo Imbesi

“Stamattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito 21 ordini di custodia cautelare emessi dal gip Daniela Urbani su richiesta dei sostituti procuratori della DDA Liliana Todaro e Fabrizio Monaco per vari reati tra i quali associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, porto e detenzione di armi da fuoco. L’operazione, che coinvolge anche le famiglie mafiose dei  barcellonesi e dei milazzesi,   conferma la leadership del clan di Tortorici nella coltivazione di sostanze stupefacenti a tal punto che ne garantivano i rifornimenti su tutta la fascia tirrenica. Le armi sembra servissero sia per la difesa nella guerra tra clan che per intimidazioni sul territorio ma attendiamo anche di capire se queste armi sono servite ad altro visto che dalle intercettazioni sembra essere emersa  la volontà dei clan di scambiarsi azioni di fuoco sui territori. È arrivato il momento di fare squadra e liberare definitivamente il territorio e la Sicilia dalla egemonia mafiosa e ciò va fatto anche evitando negazionismi e chiacchiere inutili sulla mafiosità o meno di un territorio. La Sicilia e i Nebrodi non sono certamente Mafia ma occorre essere chiari su una cosa: a nessuno è stato disposto dal medico di fare l’amministratore,  se però si accetta di farlo la prima cosa che occorre fare è creare Sviluppo e Legalità altrimenti se non ci si ritiene all’altezza esiste un istituto che chiamasi dimissioni. È questo che noi abbiamo fatto in questi ultimi anni sui Nebrodi e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: incremento turistico mai visto e lotta alla mafia e alla criminalità altrettanto forte. Questa è la società civile per la quale vale la pena spendersi facendo gli amministratori e a volte toccando affari milionari di cosa nostra che poi la porta a reagire. Ecco questo significa dire che “lo Stato c’è” ed ecco perché ringrazio l’Arma dei Carabinieri e la Magistratura che ci aiutano,  con operazioni come questa, a ricordarci che di questo Stato che dimostra di essere presente ci si può certamente fidare“, è quanto afferma Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi.