Maxi sequestro a Reggio Calabria, sigilli a strutture abusive realizzate su aree demaniali

Lotta all’abusivismo: sequestrate strutture abusive realizzate su aree demaniali a Reggio Calabria

DSCF2025Eccellente sinergia tra i militari della Compagnia Carabinieri e quelli della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria, che nell’ambito di un servizio di tutela del territorio finalizzato al contrasto dell’abusivismo su suolo demaniale, hanno, in località Sorgente del Comune di Reggio Calabria,  posto d’iniziativa sotto sequestro penale un chiosco con pertinenti aree asservite nonché alcune strutture in legno per un totale di circa 60 mq, realizzati ed utilizzati senza alcun titolo autorizzativo da privati a scopo commerciale.

Nel dettaglio, si specificano le attività compiute:

I militari della Stazione Carabinieri Modena congiuntamente al personale militare della Guardia Costiera di Reggio Calabria constatavano su una porzione di arenile a circa 50/70 m. dall’argine SX del torrente Sant’Agata, la presenza di una struttura in materiale ligneo di recente realizzazione utilizzata per la rivendita di bevande ed alimenti. Adiacente ad essa, era stata realizzata un’area, opportunamente delimitata con staccionata in legno, per collocare tavolini e sedie e quindi offrire un punto di ristoro alla clientela.  Poco più verso valle, erano presenti inoltre altre opere in legno ed era stato ricavato, mediante l’installazione in verticale di un tubo in pvc, un pozzo per estrarre dal sottosuolo l’acqua per mezzo di una pompa ad immersione ivi collocata. Dall’accertamento emergeva che l’utilizzatore manteneva abusivamente le strutture su demanio fluviale, senza la prescritta autorizzazione in violazione all’artt. 633 e 639 bis del codice penale, art. 142 e 181 D.L.vo 42/2004 “codice dei beni culturali e del paesaggio”, occupando un’area di complessivi mq. 60 circa. I militari hanno altresì constatato la presenza di alcuni cartelli affissi all’interno della  struttura riportanti i prezzi delle bevande e dei cibi in vendita, circostanza che di fatto conferma che le strutture erano utilizzate per trarne profitto economico. Per quanto accertato, al fine di assicurare che le tracce e le cose pertinenti il reato venissero conservate e che lo stato dei luoghi e delle cose non venisse mutato prima dell’intervento dell’A.G., i militari  procedevano d’iniziativa al sequestro penale senza facoltà d’uso delle sopracitate strutture/attrezzature/beni consegnate per la custodia all’indagato. Nell’ambito della stessa attività, venivano altresì poste sotto sequestro a carico di ignoti, altre due strutture abusive, ricadenti su demanio fluviale e demaniale, consistenti in un manufatto in legno con copertura in telo di colore verde e cannucciato di bamboo e gazebo con struttura metallica adibito a punto d’ombra. Per tali opere sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati all’individuazione dei responsabili del fatto reato perseguito in violazione agli artt. 633 e 639 bis del codice penale, art. 54 e 1161 codice della navigazione, art. 142 e 181 D.L.vo 42/2004 “codice dei beni culturali e del paesaggio”. Le attività di controllo del territorio al fine di garantire il rispetto della legalità proseguiranno in sinergia su tutto il litorale reggino.