La lenta e silenziosa distruzione del Lungomare di Reggio Calabria: salviamo il Chilometro più bello d’Italia! [GALLERY]

Gli alberi monumentali del Lungomare Italo Falcomatà a Reggio Calabria stanno lentamente riprendendosi i loro spazi, distruggendo pericolosamente marciapiedi e aiuole

foto lungomare reggio (36)È il chilometro più bello d’Italia, suggestivo per il suo sviluppo lungo la riva dello Stretto che consente di passeggiare ammirando il panorama e splendidi tramonti del sole oltre i monti di Sicilia: il Lungomare Italo Falcomatà di Reggio Calabria, ricostruito dopo il terremoto del 1908 su progetto di Pietro De Nava e poi rimodernato tra 1994 e 2000 con il sistema di passeggiate a più livelli, è caratterizzato anche dalla fascia botanica ricca di piante tropicali e sub-tropicali ultracentenarie (come gli immensi ficus magnolioidi, le palme o gli Erythrina crosta-galli) che si affacciano sullo stretto da decenni e continuano a crescere con effetti che sono sotto gli occhi di tutti ormai da diverso tempo. Sono alberi straordinari, piantati nel 1909 nel progetto di ricostruzione post-terremoto nei giardini verdi realizzati appositamente per indietreggiare il fronte abitativo lato mare dopo l’esperienza del violento maremoto del 1908.

foto lungomare reggio (26)Ma oggi, dopo 107 anni, le grosse radici di questi alberi stanno lentamente facendo saltare la pavimentazione, sollevando le panchine e distruggendo le recinzioni delle aiuole. In alcune aree è ormai impossibile persino transitare, sia a piedi che in automobile. La forza della natura si fa strada laddove il lavoro dell’uomo non si mostra sufficientemente attento alle sue esigenze. Le cementificazioni, infatti, bloccano lo sviluppo delle radici che si fanno spazio dove possono, riemergendo e travolgendo quanto si trova in superficie con conseguenti problemi per i cittadini: non di rado capita di inciampare, a volte anche gravosamente; nonché soprattutto nella parte superiore che interessa i collegamenti tra le due passeggiate, è frequente trovare radici che hanno invaso marciapiedi e strada, impedendo i parcheggi previsti nell’area.
La colpa è chiaramente di una progettazione tecnica inadeguata che non ha saputo tenere in considerazione gli alberi come elementi vivi e in crescita. Per lo stesso motivo, altrettanto impegnativo è trovare una soluzione che possa conciliare esigenze naturali e artificiali, consentendo il transito in sicurezza di pedoni e automobilisti senza arrecare danni alla vegetazione.

foto lungomare reggio (33)Non è assolutamente ammissibile pensare di tagliare le radici a seconda delle esigenze tecniche, perché si pregiudicherebbe non solo la salute degli alberi ma anche il grado di stabilità del terreno, con conseguenti rischi ancora più gravi di quelli attuali. Andando a rimuovere in maniera incondizionata le radici si andrebbe a commettere un vero e proprio attentato alla città, con rischi di crolli e cedimenti degli alberi in qualsiasi momento.
Purtroppo il pericolo di una decisione errata è concreto, essendo un fatto molto frequente in tutta Italia: si ricordino Bassano del Grappa, Carpi, Genova, Forlì, e molti altri casi nazionali. La soluzione più semplice spesso è quella prediletta: la manutenzione delle carreggiate a discapito del verde, che può essere sempre rimpiazzato con qualcosa di più gestibile.

foto lungomare reggio (28)Eppure azioni di tutela alternative, per quanto complesse, esistono: a Cagliari per un problema analogo dovuto ad allagamenti frequenti sul lungomare, si è optato per lavori che inserissero sistemi drenanti senza andare ad intaccare così la salute della vegetazione, che riguardava centinaia di alberi di Eucalipto. Oppure, ancora, sarebbe opportuno creare delle canalizzazioni in cui le radici possono continuare a svilupparsi senza essere costrette a riaffiorare in superficie.
Altrettanto urgente, inoltre, è il controllo e il recupero degli alberi che ancora non presentano questo problema, creandogli le condizioni idonee a non sviluppare situazioni di disagio in futuro: è quello che sta succedendo da qualche mese a Roma, con il controllo di alberi con caratteristiche specifiche che sono stati considerati potenzialmente più pericolosi.

Regium Waterfront  Zaha Hadid (3)Certo è difficile, in questo contesto, auspicare una celere risoluzione del problema visti i “no” dell’attuale giunta al già approvato progetto per il fronte mare cittadino con il progetto di Zaha Hadid “Regium Waterfront” che avrebbe dovuto essere simbolo della città metropolitana, quella stessa città metropolitana che attende l’elezione della sua prima giunta il prossimo 7 agosto. Se un progetto così imponente, acclamato ed esteticamente eccezionale è stato considerato superfluo per la città di Reggio, diventa difficile immaginare come possa non essere ritenuta altrettanto superflua la manutenzione del lungomare che da anni ormai versa nelle condizioni attuali sotto gli occhi indifferenti delle amministrazioni.

Tuttavia, parlare di lavori, progetti e possibili soluzioni è molto semplice ma è pur sempre una voce che parla dal basso. Le vere soluzioni potrebbero essere fornite soltanto da degli esperti che facciano valutazioni caso per caso, formulando opzioni che tengano in giusta considerazione le esigenze naturali e strutturali di vegetazione e viabilità cittadina, a favore di un sistema integrato e coesistente in maniera equilibrata.

Ecco le foto: