Il Gran Maestro Bisi scrive alla Presidente Bindi: “essere massoni non significa essere ghettizzati e impediti a esercitare i diritti”

massoneriaNuova difesa della Massoneria e dei Liberi Muratori del Grande Oriente d’Italia da parte del Gran Maestro Stefano Bisi che è intervenuto in merito ad alcune dichiarazioni rilasciate dall’onorevole Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia, rese al termine di una sua missione in Sicilia e pubblicate il 21 luglio da alcuni giornali.

Riportiamo il testo integrale della lettera:

Gentile Presidente Bindi,

Dopo aver letto su quotidiani e agenzie di stampa le Sue dichiarazioni rilasciate durante la Sua recente visita a Trapani, Le anticipo sin da ora la mia totale disponibilità ad essere ascoltato dalla Commissione che Ella presiede sulle tematiche riguardanti la Massoneria regolare di cui mi pregio e mi onoro di appartenere. Ma, allo stesso tempo, Le posso ribadire fermamente sin da adesso che l’Istituzione che rappresento fa della trasparenza e della legalità due solide colonne su cui si regge la secolare Tradizione della Massoneria autentica e regolare. Mafia e n’drangheta e chi ne fa parte, per noi sono i primi nemici della Libertà, della Democrazia e della Giustizia, soggetti deplorevoli da colpire e non con i quali interloquire, essere collusi o addirittura sottomessi al loro marcio potere. Noi Liberi Muratori del Grande Oriente d’Italia non abbiamo nulla da nascondere e da tantissimi anni, dopo essere per primi intervenuti al nostro interno su quella triste e dolorosa vicenda P2 che tanto danni ci ha arrecato, siamo impegnati a lavorare per il Bene dell’Umanità e della Società in cui viviamo. La Massoneria è una Istituzione Universale che si dedica al perfezionamento dell’Uomo e l’articolo 4 della Costituzione del nostro Ordine, il più antico in Italia, recita queste inequivocabili parole: “Il Grande Oriente d’Italia, fatti propri gli Antichi Doveri, persegue la ricerca della verità e il perfezionamento dell’Uomo e dell’Umana Famiglia; opera per estendere a tutti gli uomini i legami d’amore che uniscono i Fratelli; propugna la tolleranza, il rispetto, di sé e degli altri, la libertà di coscienza e di pensiero. Presta la dovuta obbedienza e la scrupolosa osservanza alla Carta Costituzionale dello Stato democratico Italiano ed alle Leggi che ad essa si ispirino”. Non è pensabile, posso assicurarle, che uomini così indossino un grembiule e si muovano parallelamente per inquinare la vita dello Stato a cui hanno giurato fedeltà. Da noi esiste la riservatezza, così come in tante altre associazioni, e non la segretezza. Le nostre Logge sono indicate sul sito dell’Ordine come pure le sedi. E il controllo sull’attività e sull’ammissione è rigido, rigoroso e costante. Il Grande Oriente d’Italia poi ha un radicamento così forte e identitario con il Paese in virtù della sua antica origine risalente al 1805 e per le battaglie cui ha contribuito per affermare i valori che hanno dato vita all’Unità e, dopo il Fascismo, alla nascita della Repubblica. Quella Repubblica di cui abbiamo celebrato i 70 anni organizzando tutta una serie di convegni sui temi che vanno dal Lavoro alla Solidarietà. E siamo talmente trasparenti che persino lo stesso ministero dell’Interno ci ha copiato, ammettendolo, il nostro logo creato per l’occasione e che è stato messo nel sito istituzionale del Viminale. Una cosa, Presidente Bindi, vorrei però sottolineare e su questa, se permette, dissento da quanto Lei avrebbe detto ai media. Essere massoni non significa dover essere ghettizzati e impediti a esercitare i diritti comuni a tutti gli altri cittadini. Gli assessori di Castelvetrano aderenti o meno alla Massoneria hanno gli stessi diritti e doveri di chi non è massone. E chi è libero muratore, posso assicurarglielo, ha tanti doveri ed obblighi in più. È per questo che con il rispetto dovuto alle Istituzioni e con la massima franchezza e disponibilità al dialogo, aspetto d’incontrare Lei e gli altri membri della Commissione d’inchiesta per parlare serenamente di cosa è e fa veramente la comunione massonica del Grande Oriente d’Italia e di cosa non è. Con reciproca franchezza e senza distorsioni e pregiudizi.