Il Gran Maestro Aggiunto Vincenzo Romano: “i massoni sono bravi cittadini, le responsabilità vanno cercate altrove”

massoneria“Sto osservando con estrema attenzione le notizie di cronaca delle ultime settimane e il dibattito che viene alimentato, puntualmente, all’indomani di ogni inchiesta giudiziaria quando si mettono in un calderone indistinto ‘ndrangheta, massoneria, politica e malaffare”. Lo afferma in una nota Vincenzo RomanoGran Maestro Aggiunto della Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori.

“Ho sempre difeso la Massoneria come istituzione di uomini liberi e di buoni costumi, dedita al perseguimento dei principi di uguaglianza, libertà, fratellanza, solidarietà, tolleranza e sento un certo malessere quando viene accostata al malaffare o, peggio, al crimine organizzato. Nei decenni di militanza nelle istituzioni massoniche ho conosciuto migliaia di bravi fratelli, colti, arguti e assolutamente disinteressati, dediti al lavoro iniziatico e a null’altro; nella nostra Obbedienza ci sono professionisti, imprenditori, sindacalisti, docenti, studenti e giovani disoccupati che mai hanno avuto a che fare con la giustizia”.

“Voglio affrontare l’argomento con onestà quindi ammetto di essere consapevole che la Massoneria non è il mondo perfetto (noi diciamo sempre di essere perfettibili). Può capitare che non tutti gli uomini e le donne iniziate (la Gran Loggia d’Italia è un’Obbedienza mista) trovino effettivamente nella Massoneria ciò che pensavano di trovare, e che all’esterno assumano comportamenti non pienamente in linea con i principi massonici. Ma da qui a definire delinquenti o mafiosi tutti i massoni ce ne passa parecchio! Il punto è che bisognerebbe sempre ricordare di attribuire al singolo cittadino le proprie colpe (la responsabilità penale è personale) qualora vengano dimostrate, ma –vi prego- non si butti fango addosso all’Istituzione massonica in quanto tale”.

“La Procura di Reggio Calabria ipotizza l’esistenza di una cupola segreta con fortissime capacità di infiltrazioni nelle istituzioni democratiche. E’ una ipotesi da dimostrare in sede processuale e che –non lo nascondo- mi intimorisce parecchio come cittadino calabrese. A questo proposito devo tuttavia fare una osservazione. Se un personaggio dalle dubbie qualità morali chiede di essere candidato in una lista, la responsabilità su quella candidatura non appartiene innanzitutto ai partiti? E’ fin troppo facile scaricare la responsabilità su regie “occulte”, che possono essere inventate e artefatte proprio per fuggire da argomenti troppo scottanti”.

“Mi sento di garantire con assoluta certezza che la Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori non copre alcuna loggia segreta né persegue fini politici, diretti o indiretti, palesi o celati. In occasione delle recenti consultazioni elettorali amministrative ho già avuto modo di esprimere il mio pensiero e ribadisco che se un iscritto alla nostra Obbedienza sceglie autonomamente di avviarsi verso la carriera politica, può farlo tranquillamente senza che questo coinvolga in alcun modo l’istituzione. E ricordo anche di aver scritto “magari ci fossero più politici vicini ai principi della Massoneria!”. Avremmo di sicuro un mondo più giusto, equo, democratico, attento ai bisogni della comunità”.

“Ho letto di recente la proposta del consigliere regionale Arturo Bova che vorrebbe rendere obbligatorio per amministratori e dipendenti pubblici la dichiarazione della propria appartenenza alle associazioni. Sono assolutamente contrario, non per una difesa a spada tratta degli iscritti alla Massoneria ma perché ritengo che sarebbe una grave violazione della privacy. Il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, di recente ha fatto importanti esternazioni sulla burocrazia che spesso si comporta come una lobby determinante nella pubblica amministrazione, e lo stesso Presidente del Consiglio Matteo Renzi, di recente in Calabria, ha tuonato contro la tecnocrazia quale responsabile del blocco degli investimenti pubblici. Sarebbe il caso, finalmente, di dare la giusta dimensione alle cose. Non è dall’appartenenza a un’associazione, o alla Massoneria, o a un qualsiasi club service che si può giudicare un dipendente pubblico o un amministratore, bensì dalla sua capacità nello svolgere le funzioni a cui è chiamato e dai risultati raggiunti. I massoni giurano di essere fedeli servitori della Patria, di non entrare in contrasto con le leggi dello Stato e di svolgere il proprio dovere di cittadini”.

“Il massone, dunque, sente la responsabilità di essere migliore degli altri per dare il buon esempio. Concludo con un invito a tutti i cittadini a informarsi bene sulla Massoneria, la Gran Loggia d’Italia è sempre disponibile a confronti con la società civile come abbiamo dimostrato nei nostri numerosi convegni che spaziano dalla cultura (ricordo quello su Gioacchino da Fiore a Cosenza lo scorso anno) alla solidarietà (a Lamezia Terme sull’importanza della donazione di organi) alla scuola (a Rossano abbiamo consegnato le borse di studio per il settimo anno consecutivo)”.

“Ho spesso ripetuto che non dobbiamo convincere sulla base delle parole, solo conoscendoci i cittadini potranno vedere con i propri occhi che non siamo orchi e streghe ma persone comuni che perseguono la sola finalità di lasciare il mondo migliore di come lo abbiamo trovato, con un forte impegno nella società civile sempre orientato al bene”.