Emergenza rifiuti a Messina: quando la spazzatura attacca la salute [FOTO]

A Messina, l’emergenza dei rifiuti sta diventando preoccupante anche per la stessa salute del cittadino

Spazzatura Messina (8)“Sin dal 2011, con uno sforzo immane e non privo di errori, abbiamo iniziato un percorso di crescita civica che ci vede coinvolti in prima persona per comprendere la gravità della situazione in cui versa Messina e, partendo da questo dato, cercare insieme una soluzione”. Lo afferma in una nota il Rappresentante di Reset di Messina, Alessandro Tinaglia.

Alla base, sempre, delle domande:

E’ qui che vogliamo vivere? E’ qui che vogliamo far crescere i nostri bambini?

Se la vostra risposta è SI, così come la nostra, allora dobbiamo darci da fare!

“Oggi ci occuperemo nuovamente dei rifiuti, ma non dal punto di vista del pagamento della TARI, bensì dal punto di vista della nostra SALUTE. Purtroppo tutti sappiamo che Messina è diventata una discarica a cielo aperto. Non vogliamo additare i responsabili, siano essi i Cittadini o l’Amministrazione o entrambi. Quello che vogliamo fare è capire quali potrebbero essere le conseguenze di questa triste realtà. Queste foto, scattate tra il 18 ed il 19/07/2016, rispettivamente, su Viale Europa, in Via Boner, su Viale Boccetta, in Via Taormina, in Via Enrico Fermi, a Tremestieri, sono emblematiche di una situazione costante e diffusa in tutta la Città, da nord a sud, da est ad ovest, problematica non soltanto per i cattivi odori e le preoccupazioni di ordine igienico, ma anche perché potrebbe compromettere la salute dei nostri polmoni. Infatti, aumenta il rischio di patologie respiratorie, anche mortali e, secondo i più recenti studi, probabilmente anche quello di sviluppare un tumore al polmone”.

Non siamo tuttologi, ma proviamo ad informarci e ad informare.

“Non vi sembra strano che per noi MESSINESI sia NORMALE abitare in mezzo alla spazzatura, respirare sostanze tossiche, vivere in una sorta di porcile in compagnia di blatte, topi e zanzare? Non vi sembra letale questa assurda capacità di adattarsi con apatia e lamentela a qualunque cosa? Quali conseguenze ha sugli esseri umani il contatto costante con i rifiuti a cielo aperto, in un alternarsi di pioggia, vento e sole cocente? Di recente sono stati pubblicati sull’International Journal of Epidemiology i risultati di uno studio effettuato dal dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio. La ricerca, partendo dall’esame dello stato di salute di circa 200mila persone residenti entro cinque chilometri da nove discariche laziali, monitorati i casi di ospedalizzazione e la mortalità della popolazione in un periodo compreso tra il 1998 e il 2008, ha evidenziato un legame piuttosto evidente tra discariche e disturbi dell’apparato respiratorio: vivere entro cinque chilometri da uno di questi siti aumenterebbe infatti del 5% il rischio di soffrire di disturbi respiratori, anche tra i bambini, e del 34% quello di sviluppare un tumore ai polmoni. Qui non si parla di distanze così grandi ( 5 Km ), bensì del cassonetto sotto casa”.