Cosenza: tutti in piazza con “f.i.d.u.c.i.a.”, il progetto volto all’occupabilità delle donne immigrate

locandina fiducia csSi terrà oggi pomeriggio, 20 luglio, in piazza Kennedy, a Cosenza, dalle ore 17.30 sino alle 19.30, con la collaborazione e partecipazione dei volontari Anolf e Cisl – Cosenza, un gazebo informativo, per conoscere il Progetto F.I.D.U.C.I.A. e i suoi obiettivi. FIDUCIA, l’acronimo di “Famiglie Immigrate Donne Unite nei Centri per l’Inclusione lavorativa Anolf”, è un progetto finanziato dalla FONDAZIONE CON IL SUD, tramite l’iniziativa IMMIGRAZIONE 2014, un programma per l’integrazione e l’inserimento sociale ed economico di cittadini immigrati che, mira alla crescita della cultura del lavoro e dell’economia etica, in funzione dello sviluppo delle comunità. FIDUCIA si muove all’interno della rete ANOLF – “Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere”-, in Sicilia e in Calabria. Nella regione calabrese, il progetto decolla con l’apertura di n. 3 Sportelli Fiducia, rispettivamente, siti a Cosenza, a Crotone e a Reggio Calabria e, unitamente, dedicati all’inclusione lavorativa delle donne immigrate, nel settore dell’assistenza domiciliare e familiare. Le donne di origine straniera, in Italia, rappresentano il 50% della popolazione immigrata ma, in ambito lavorativo, rischiano, quotidianamente, una doppia discriminazione: l’essere donne, da un lato e, straniere, dall’altro, con considerevoli e risaputi effetti sia sotto il profilo occupazionale che retributivo. Sempre più spesso, infatti, le stesse sono costrette a ricoprire posti poco qualificati e scarsamente remunerati. Pertanto, se da una parte l’assistenza domiciliare e familiare rappresenta, ancora, per moltissime di loro una buona occasione di lavoro, dall’altra la richiesta crescente, da parte delle famiglie, di persone specializzate, nell’erogazione dei servizi di cura, penalizza la loro condizione ulteriormente. Il progetto FIDUCIA si propone, così, un importante obiettivo, ovvero, l’attivazione di processi d’integrazione e d’inclusione lavorativa delle immigrate, favorendo l’incontro tra la domanda di cura proveniente dalle famiglie italiane e l’offerta lavorativa assistenziale delle donne svantaggiate, al fine di garantire a queste ultime una tutela più concreta e la possibilità di rendere esigibili le pari opportunità e il diritto ad avere un lavoro e una famiglia.