Colpo di Stato Turchia, bilancio shock: 300 morti e 3.000 militari arrestati [GALLERY]

Colpo di Stato Turchia, gli ultimi aggiornamenti sul bilancio di una notte di guerra civile

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 Quasi 3.000 soldati, tra cui due alti generali dell’esercito, sono stati arrestati all’indomani del tentato colpo di Stato in Turchia, definito “una macchia” per la democrazia turca dal premier Binali Yildirim, costato la vita ad almeno 265 persone. Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha subito puntato il dito contro l’imam Fethullah Gulen, suo ex alleato oggi in esilio negli Stati Uniti, che ha respinto l’accusa, sostenendo che potrebbe essersi trattato di “un finto golpe“. Questa sera, rivolgendosi ai suoi sostenitori riuniti a Istanbul, Erdogan ha chiesto pubblicamente al presidente americano Barack Obama di estradare Gulen. Dopo aver assicurato che la situazione “è ampiamente sotto controllo“, il premier Yildirim ha precisato che le vittime sono 161 “martiri“, tra cui civili e agenti di polizia, e 104 “golpisti“. Almeno altre 1.440 persone sono rimaste ferite nelle violenze esplose la scorsa notte.

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Oltre ai 2.839 soldati arrestati, tra cui i comandanti della Seconda e Terza armata, le autorità turche hanno tratto in arresto un giudice della Corte costituzionale, hanno spiccato mandati di arresto per 188 membri della Corte suprema e del Consiglio di Stato e hanno ordinato la sospensione di 2.745 giudici e di cinque membri del Consiglio superiore dei giudici e dei pubblici ministeri. In serata Erdogan ha chiesto l’estradizione dell’imam Gulen, dopo che il premier turco aveva dichiarato che “qualsiasi Paese appoggi l’imam non è amico della Turchia ed è in guerra contro la Turchia“. Il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha fatto sapere che gli Stati Uniti collaboreranno con la Turchia nelle indagini, precisando quindi che Washington non ha ricevuto ancora una formale richiesta di estradizione per Gulen, invitando Ankara a fornire le prove del suo coinvolgimento.

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