Coldiretti, guerra del grano: la richiesta alla Regione Calabria da parte dei produttori calabresi

I Produttori calabresi alla mobilitazione sul grano a PotenzaMolinaro: il grano cattivo scaccia quello buono. Chiediamo alla Regione di dotarsi di una strategia con controlli a “tutto spiano” sul grano utilizzato in Calabria.

Panifici e pastifici artigianali indichino sui prodotti farina 100% italiana.

E’ mobilitazione nazionale! Dopo la manifestazione svoltasi mercoledì 20 luglio u.s. davanti al ministero dell’Agricoltura a Roma, la Coldiretti rilancia ed esplode la protesta degli agricoltori a difesa del grano nazionale. Il prezioso cereale è ormai sotto l’attacco di manovre speculative che hanno dimezzato le quotazioni su valori più bassi di 30 anni fa, causato la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro e messo a rischio di desertificazione di grandi aree di superficie agricola che si trovano peraltro soprattutto nelle aree più difficili. A Potenza si sta svolgendo la manifestazione alla quale partecipa una nutrita delegazione della Coldiretti calabrese una mobilitazione nazionale più grande degli ultimi decenni a sostegno della coltura più diffusa in Italia e che si svolge in contemporanea con altre manifestazione del genere in: Puglia, Sicilia e Molise. “Vogliamo continuare a mietere il grano” è l’eloquente richiamo, rivolto anche ai cittadini – consumatori, che testimonia il gravissimo malessere dei produttori ma anche una volontà ferrea a non arrendersi a ridare valore alla nostra produzione cerealicola e difendere una coltura tradizionale calabrese che muove un mercato importante. “La Regione Calabria, non può essere inerte davanti a questo stato di cose, faccia subito quello che può e deve fare – chiede Molinaro – che aggiunge : ” si doti di una strategia forte e convinta di controlli a tutto spiano nei centri nevralgici e sul grano utilizzato in Calabria, scommetta sul prodotto italiano da utilizzare nelle mense pubbliche, sostenga con coraggio le richieste di Coldiretti consegnate al Ministro Martina come ha fatto pubblicamente il Presidente della Giunta Regionale della Basilicata Marcello Pittella. Diverse operazioni avvenute in varie parti d’Italia e condotte in particolare dal  Corpo Forestale dello Stato – ribadisce il leader di Coldiretti – sono la prova di sequestri di migliaia di quintali di grano duro di pessima qualità e contaminato da micotossine. Questi sequestri – continua – oltre ad essere la  prova di quanto Coldiretti dice da tempo e cioè di grano cattivo che scaccia quello buono, vanno nella direzione di garantire la sicurezza alimentare e la qualità dei prodotti, evitando gravi ripercussioni sulla salute dei consumatori. Il Grano conclude – interessa prodotti di largo consumo come pane e pasta e prodotti da forno  per questo insistiamo sull’etichettatura obbligatoria che informi sulla provenienza geografica, sulla qualità e salubrità del cibo. Sarebbe un bel segnale – conclude – se per spezzare questo circuito diabolico, e mantenere la filiera produttiva, panifici e pastifici artigianali, quando acquistano la farina, peraltro a caro prezzo, ne chiedessero la tracciabilità e utilizzassero farina 100% italiana e questa chiara opzione venisse comunicata ai consumatori che, ne sono convinto,  apprezzerebbero di più il prodotto alimentare.