Caos Regione Calabria, si dimette capo-struttura: “sono un massone, nulla a che vedere con la ‘ndrangheta”

regione calabriaSono un semplice massone che, come tanti miei fratelli, nulla a che fare con la ‘ndrangheta. Si e’ creata ormai una vergognosa confusione tra massoneria e ‘ndrangheta, quasi esistesse una simbiosi: tutti i massoni, in quanto tali, sono affiliati alla ‘ndrangheta. E questo non e’ accettabile“. Lo afferma Carlo Piroso, capo-struttura del presidente della Commissione contro la ‘ndrangheta del Consiglio regionale della Calabria, Arturo Bova, annunciando le proprie dimissioni dall’incarico. “Le indagini, meravigliosamente condotte e portate e termine da magistrati integerrimi – aggiunge Piroso – stanno evidenziando un legame e profonde collusioni tra ‘ndrangheta e massoneria deviata. Una cosa, pero’, e’ parlare di massoneria ed un’altra di massoneria deviata. Una cosa e’ parlare di decine di migliaia di uomini che hanno deciso di seguire una ‘scuola iniziatica’ secolare nel segno della liberta’, dell’uguaglianza e della fratellanza, lavorando ‘per il bene e per il progresso dell’umanita’ ” ed un’altra e’ quella di parlare di pochi, che magari nascondendosi dietro una ritualita’, la sfruttano per il raggiungimento di un interesse personale”. “Fare di tutta l’erba un fascio – dice ancora il collaboratore dimissionario del presidente Bovanon porta mai ad una corretta informazione ed una responsabile individuazione delle problematiche. Serve piu’ che mai, in questo momento storico, distinguere e chi puo’ farlo se non chi ne ha le competenze e le conoscenze per farlo. Magistrati, giornalisti, illustri illuminati di ogni settore hanno l’obbligo morale e culturale di comunicare il vero, di fare i distinguo e di chiamare le cose con il proprio nome, facilitando la comprensione delle cose e dei fatti alla popolazione. In un Paese che decide di aprire moschee e che si propone di accogliere le varie diversita’ di pensiero e di cultura del mondo, c’e’ ancora chi prova a discriminare i massoni, discrimina la diversita’ di spirito ignorandone l’origine e gli orizzonti. Si apra un vero dibattito in Calabria ed in tutta Italia ed in ogni luogo nel quale l’ignoranza e la strumentalizzazione tentano di prevalere. Nel 2016 in Italia, c’e’ ancora chi tenta la caccia alle streghe, fuori dai tempi e dalle liberta’ di pensiero“.