Calabria, lettera aperta al procuratore Gratteri

gratteriDi seguito la lettera integrale di Eugenio Guarascio, presidente di Ecologia Oggi, al procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri:

“Egregio procuratore Gratteri , ho fatto passare alcuni giorni prima di prendere carta e penna e rivolgerle questa lettera aperta dopo le sue accorate parole sulla politica e la burocrazia pronunciate l’altra sera a Reggio Calabria. Dirle che ha ragione è un’ovvietà: tutti sembrano ora dargliela. Dopo, però, decenni e decenni di colpevoli silenzi se non di complicità e di compromissioni. Lei chiama tutti alle nostre responsabilità. Anche noi imprenditori. E anche la nostra categoria porta il peso di quei silenzi, di quelle complicità, di quelle compromissioni. È’ venuto il momento di cambiare radicalmente atteggiamenti e comportamenti. Anche se ciò può comportare timori e pericoli. Io guido un gruppo che ha fatto della legalità, della trasparenza, della lotta alla ‘ndrangheta la sua ragion d’essere, abbiamo denunciato, ci siamo costituiti parti civili nei processi sino alla Cassazione, abbiamo ottenuto condanne. Abbiamo pagato dei prezzi. Così come non ci siamo mai rassegnati all’insopportabile muro di gomma della burocrazia. E per questo stiamo pagando prezzi forse ancor più alti. Perché avere a che fare con una burocrazia irresponsabile o corrotta significa compromettere il funzionamento delle stesse imprese, oltre che della società nel suo insieme. Chiedo, pertanto, a tutti gli imprenditori calabresi di essere su questa frontiera, che è l’unica in grado di assicurare una prospettiva di crescita e sviluppo seri della nostra terra. Vede, procuratore Gratteri, abbiamo un altro enorme problema in Calabria oltre a quelli da lei denunciati: si chiama disoccupazione giovanile. Abbiamo tutti davanti a noi questo compito enorme: non far fuggire ancora i nostri ragazzi e le nostre ragazze. Su di loro e su una lotta senza quartiere a mafie e corruzione si fonda la possibilità di svoltare. Ognuno deve fare la sua parte: imprenditori, politici, burocrati, gente comune, società civile. Non è più il tempo dell’incertezza, dell’ambiguità, della deresponsabilizzazione, della rassegnazione. È ora di decidere da che parte stare”.

Eugenio Guarascio

Presidente Ecologia Oggi