Calabria, grande lavoro di Marziale: “fondamentale istituire strutture di rianimazione pediatrica”

Fondamentale istituire strutture di rianimazione pediatrica nei tre Hub di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria

marzialeLa decisione di istituire strutture di rianimazione pediatrica nei tre HUB di Catanzaro, Cosenza e Reggio riduce il gap sanitario tra la Calabria e le altre regioni del Paese”.Lo afferma il direttivo nazionale dell’Associazione Sociologi Italiani  che plaude all’iniziativa del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, sociologo Antonio Marziale, “il quale ha dimostrato coerenza con le linee programmatiche tracciate al momento del suo insediamento a palazzo Campanella. In un’epoca caratterizzata dagli annunci, con i risultati che latitano, la determinata azione del nostro Presidente onorario ha consentito di centrare un obiettivo di grande valenza sociale. Nel merito dell’intesa raggiunta tra il dott. Marziale e il commissario straordinario alla sanità,  ing. Scura, non si può non evidenziare  che, con buon senso e reciproca disponibilità al dialogo, è stata individuata  una soluzione  che, da un lato, contempera l’esigenza di razionalizzazione dei costi (che costituisce  il fine  del commissariamento della sanità calabrese per l’attuazione del piano di rientro) e, dall’altro,  getta le basi per assicurare un’ assistenza sanitaria  ospedaliera  adeguata per i bambini della nostra regione, consentendo così l’esercizio del diritto alla salute  costituzionalmente garantito.  Ci sembra sia questo il modo più corretto di interpretare la funzione di Garante da parte del collega Marziale, il quale si sta muovendo sulla base di una mappa dei bisogni del territorio, tenendo conto delle risorse disponibili. Il realismo e le competenze di Marziale hanno consentito di raggiungere questo grande risultato. Non dimentichiamo che l’istituzione del servizio di rianimazione pediatrica contribuisce alla riduzione di costi economici e sociali di notevole entità, sostenuti per effetto della mobilità sanitaria interregionale, che incidono sia sui bilanci del servizio sanitario regionale sia su quello delle famiglie”.