Attentato Bangladesh, strage dell’ISIS a Dacca: 10 italiani morti, uccisi in modo atroce

Attentato Bangladesh, tragedia a Dacca: brutale attacco dell’ISIS in un locale frequentato da stranieri, almeno 20 morti di cui probabilmente 10 italiani

Attentato Bangladesh dacca (10)Attentato Bangladesh - E’ molto probabile che siano addirittura 10 gli italiani morti tra le 20 vittime accertate, tutte straniere, dell’attentato compiuto ieri da un commando jihadista in un noto caffè della zona diplomatica di Dacca, rivendicato dall’Isis. Tra gli altri morti, 7 giapponesi e 3 coreani. La conferma arriva dalla Farnesina dopo che un portavoce dell’esercito del Bangladesh aveva annunciato che “la maggior parte” della vittime del massacro “sono italiane o giapponesi“. I jihadisti, almeno sette, si sono asserragliati nel ristorante per dieci ore e sei di loro sono stati uccisi in un blitz delle teste di cuoio all’alba, mentre uno è stato catturato. Gli ostaggi liberati sono 13. Gli italiani a cena ieri sera all’Holey Artisan Bakery erano 11, come risulta all’Unità di crisi del ministero degli Esteri, secondo quanto riferito da fonti della Farnesina, che confermano che tra gli 11 connazionali uno – Gianni Boschetti – è riuscito a gettarsi fuori dal ristorante ed è stato messo in salvo.  Secondo una ricostruzione avvalorata anche da fonti diplomatiche, Boschetti, che era a cena con un gruppo di imprenditori italiani, è riuscito a portarsi in salvo dopo essersi nascosto in giardino, dove si trovava al momento dell’irruzione dei jihadisti.

Attorno alle 21.20 di ieri un commando armato ha fatto irruzione nel caffè di Dacca Holey Artisan Bakery, frequentato soprattutto da stranieri, facendo detonare esplosivi al grido Allahu Akbar e sparando numerosi colpi d’arma da fuoco e prendendo in ostaggio decine di persone. Dopo un assedio durato 10 ore, le teste di cuoio hanno deciso stamane di compiere un blitz e sei terroristi sono stati uccisi. Due agenti di polizia ieri sono rimasti vittime di una sparatoria con gli assalitori ieri sera. Quattro ore dopo l’attacco, lo Stato islamico ha rivendicato l’operazione, attraverso al sua agenzia di stampa Amaq. In seguito ha diffuso varie fotografie dell’interno del caffè con vari corpi riversi in pozze di sangue.  ”E’ stato un massacro, sono entrati sparando”, è stata la testimonianza di Diego Rossini, chef argentino del locale, che ha confermato le ricostruzioni secondo le quali gli ostaggi sono stati uccisi prima del blitz del teste di cuoio. L’esercito ha detto che i corpi delle vittime recavano brutali ferite da arma da taglio.

Secondo Rezaul Karim, padre di uno degli ostaggi, Hasnat Karim, gli ostaggi in grado di recitare i versi del Corano sono stati risparmiati, mentre gli altri sono stati barbaramente uccisi. “Non si sono comportati male con i cittadini del Bangladesh. Hanno fornito pasti notturni per tutti i bangladesi” ha detto Rezaul. “Gli assalitori controllavano la religione, chiedendo a tutti di recitare versi del Corano. Chi poteva recitarli veniva risparmiato, gli altri venivano torturati“.

Uno dei terroristi è stato catturato, è ferito ed è stato portato in ospedale. Altri sei sono stati uccisi. Abbiamo portato in salvo 13 persone, non siamo stati in grado di salvarne altre. Il Bangladesh è determinato a sradicare il terrorismo dal paese“, ha commentato da parte sua la premier Sheikh Hasina.

Bangadesh: colpito al cuore il centro produttivo della moda mondiale

Con la strage di Dacca rivendicata dai miliziani dell’Isis è stato colpito al cuore uno dei centri produttivi della moda mondiale, anche italiana. Da tempo il Bangadesh è uno dei più importanti paesi terzisti per il fashion e nel 2013 è stato teatro di uno dei più gravi incidenti sul lavoro, il crollo del Rana Plaza, l’edificio in cui sono morte 1138 persone e 2000 sono rimaste ferite. All’interno lavoravano ai tempi circa 8000 persone per 150 multinazionali della moda. Da Walmart a Benetton, da Piazza Italia a El Corte Ingles, da H&M a Wal Disney e molte altre ancora.  In particolare nella capitale Dacca, dove si trova, nel quartiere diplomatico, il bar ristorante che è stato oggetto dell’attacco dei terroristi, si stava preparando ad ospitare una delle più importanti fiere di settore dell’Asia Pacifico, la ‘Bangladesh Denim Expo’, in calendario l’8 e 9 novembre prossimi. Si tratta di una kermesse alla sua quinta edizione e che richiama circa 100 espositori da tutto il mondo. Del resto, il Bangladesh è uno dei principali fornitori proprio di tessuto denim e di jeans. La prima edizione della manifestazione fieristica era avvenuta nel novembre del 2014 al Radisson Blue Water Garden Hotel di Dacca. La prossima è in programma all’International Convention City Bashundhara.