Associazioni Cittadini: “Reggio Calabria è una città in declino”

rifiuti (7)“Le città europee stanno attraversando una fase di profonda trasformazione – economica, sociale, tecnologica, politica, culturale, istituzionale – e la regolazione delle loro traiettorie di sviluppo si sta affermando come un tema centrale del discorso pubblico. Per restare fedeli al «progetto europeo» le città dovranno evolvere senza mettere in discussione il modello europeo di città e di territorio. Come trovare un equilibrio tra le strategie di sviluppo delle città e gli obiettivi di coesione sociale e territoriale è, oggi, un campo di riflessione e di intervento in tutti i maggiori paesi, ciascuno impegnato a definire per il prossimo decennio come declinare nel proprio territorio l’agenda urbana europea che sta ora prendendo forma. Nonostante l’evidente stato di crisi economica, sociale, ambientale, morale (e finanziaria) di molte delle sue città, l’Italia è uno dei paesi europei che meno ha riflettuto sullo stato e sulle prospettive del proprio sistema urbano. Mentre nei maggiori paesi europei la città assumeva una posizione centrale nell’agenda politica, in Italia perdeva di rilievo nel discorso pubblico e scientifico. Incapace di comprendere quanto stava accadendo nelle sue città, l’Italia non è riuscita – neanche ha provato, in definitiva – a costruire un paradigma di regolazione del suo sistema urbano (e territoriale) che potesse misurarsi con la complessità delle trasformazioni sociali. Reggio Calabria è ormai una città in profondo declino, che nell’infinita crisi continua a pagare il prezzo più alto tra i territori della penisola”, scrive in una nota Giuseppe Puntillo dell’associazione Cittadini. “La progressiva scomparsa di attività produttive -prosegue- di servizi e commerciali, la contrazione della pubblica amministrazione e la drammatica perdita di posti di lavoro, colpiscono nell’insieme economia, vivibilità, bisogni, diritti e futuro, cambiando la fisionomia economica e sociale e accelerando un pericoloso processo di involuzione che rende questa area sempre più povera e incapace di reagire, mettendo così ulteriormente a rischio i principi della convivenza e soprattutto la credibilità delle Istituzioni.In questa condizione, aggravata dai continui tagli dei trasferimenti da parte di Stato e Regione, l’assenza di progetti e investimenti sia pubblici che privati, ha continuato a determinare una riduzione delle opportunità e delle speranze. Oggi Reggio vive in perfetta agonia il proprio declino. Scollegata dalle linee di traffici, incapace di fare rete con le altre realtà ed emarginata dai tavoli di decisione politica, continua a limitare la propria azione alla semplice enunciazione delle opere che da decenni ancora attende. L’Amministrazione comunale si è rivelata incapace di costruire anche solo insieme al proprio naturale retroterra provinciale una valida proposta organica di rilancio e sviluppo e non è stata nemmeno in grado di difendere le residuali peculiarità produttive. La necessaria discontinuità nell’azione di governo che il movimento “Cittadini”, così come l’intera città -aggiunge- aveva richiesto a gran voce a questa nuova amministrazione, è stata da subito accantonata per cedere il passo ad una ostinata autoreferenzialità e ad una sequenza di slogan che nei fatti ha prodotto il nulla. Industria, commercio, servizi e pubblica amministrazione, oltre che segnati dalla stessa negatività degli indici continuano a scontare soprattutto la mancanza di una visione strategica della città che sappia mettere in rete tutte le forze della società per definire quel concreto progetto organico di sviluppo capace di riportare in riva allo Stretto soprattutto il lavoro. L’amministrazione Falcomatá al di là dei buoni propositi, non ha saputo o voluto individuare un ordine di priorità delle esigenze, cioè su dove e come puntare per garantire il lavoro e dare soluzione ai bisogni o assicurare i servizi indispensabili. E nemmeno nel semplice ruolo di datore di lavoro è stata sempre capace di assolvere ai propri obblighi, riorganizzando la macchina comunale ed i servizi, in un riordino ancora lontano dal realizzarsi.

In due anni, la Giunta si è avvitata nell’obiettivo, finora mancato, di sistemare i fallimentari bilanci di Palazzo San Giorgio, mostrando in materia forti limiti, se ancora oggi non c’è un piano di riequilibrio decennale autorizzato e soprattutto sostenibile. Il tentativo di riequilibrio finanziario, inoltre, rischierà di compromettere il buon funzionamento di alcuni servizi come quelli legati ai sistemi idrico, trasportistico del sistema dei rifiuti. Non si è data soluzione e garanzia all’offerta dei servizi minimi – ribadisce- per la collettività sulla gestione qualitativa dei servizi di raccolta rifiuti, sul miglioramento dell’efficienza del servizio di trasporto pubblico, del sistema idrico, dei servizi sociali, della tutela del verde, del risanamento, servizi di asilo nido, mense e riscaldamento per le strutture scolastiche. L’amministrazione comunale si è limitata a gestire la fase conclusiva di progetti e finanziamenti ottenuti dalle precedenti amministrazioni sostanziando la propria attività nella realizzazione di discutibili piste ciclabili o di isole pedonali mordi e fuggi. Un azzardato modo di agire che ha compromesso ogni azione amministrativa, tolto certezze ai dipendenti diretti e a tutti coloro che operano nelle società che lavorano sui servizi alla comunità, direttamente o indirettamente, reso insomma precari oltre ai lavoratori anche i servizi per i cittadini. La città di Reggio Calabria, certifica un ulteriore arretramento e un’azione politico-amministrativa che non si è occupata del lavoro e dello sviluppo, arrivando in qualche occasione a distruggere occasioni di lavoro, senza individuare neppure concrete alternative. Non saranno certo i parchi o le passeggiate a mare che potranno garantire lavoro ai giovani reggini o potranno contenere le perdite continue e costanti di attività lavorative e occupazione. D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda (Italo Calvino)”, conclude.