A Milazzo riapre il lido accessibile, gestito dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla [FOTO]

L’obiettivo della riapertura del lido accessibile è quello di permettere anche a persone con disabilità, delle vacanze al mare ricche di attività sia in acqua che in spiaggia

Lido Accessibile milazzo (2)L’obiettivo è garantire a tutti delle giornate a mare svolgendo attività ricreative sia in acqua che in spiaggia, con l’assistenza e la presenza continua di tecnici specializzati e volontari. Presentato oggi a lido Open Sea di Milazzo il progetto MIA (Mare integrazione accessibilità).

Il lido accessibile, gestito dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, è stato riaperto parzialmente e con qualche disagio, dopo l’incendio del 12 gennaio scorso. L’AISM ha avviato subito una campagna di sensibilizzazione e di raccolta fondi per ricostruire ancora più grande e più attrezzato il lido di Riviera di Ponente.

E per ripartire stamane è stato siglato il protocollo tra INAIL sede di Messina e Milazzo, FINP (Federazione italiana nuoto paraolimpico) Delegazione Regionale Sicilia, CIP (Comitato Italiano paraolimpico) Sicilia e AISM onlus per il progetto MIA (Mare integrazione accessibilità) finanziato dalla Direzione INAIL Sicilia per garantire alle persone con disabilità la fruibilità dei servizi di spiaggia e delle attività di balneazione. “La finalità del progetto – spiega Diana Artuso, direttore Inail Messina e Milazzo - è favorire la vita di relazione, incentivando spazi e luoghi d’integrazione e socializzazione, contrastando condizioni di isolamento sociale”.

Si punta a favorire il turismo accessibile, per consentire a chiunque di vivere una vacanza in modo soddisfacente. “Per il secondo anno – ha spiegato Angelo La Via, presidente regionale AISM – ospitiamo questo progetto sull’accessibilità per garantire la vacanza a tutti. E’ stato infranto un sogno delle persone con disabilità il 12 gennaio scorso e noi non vogliamo deludere le aspettative ed abbiamo voluto riaprire, anche se con qualche disagio. Il nostro valore aggiunto è anche questo progetto MIA per la piena inclusione che rende possibile la balneazione a tutti. In questi anni abbiamo garantito alle persone di sentirsi libere e autonome il più possibile nonostante gli effetti della disabilità. Devo ringraziare chi ci ha permesso di riaprire e chi ci permette di ricostruire un lido ancora migliore:  AVIVA community con la piattaforma di crowfunding; la Raffineria di Milazzo; il Rotary club di Sant’Agata, i Portatori di San Francesco e gli amici di Edy, associazione di famiglie di bambini disabili, e il gruppo Faranda”.

L’assessore alle politiche sociali, Giovanni Di Bella, ha ricordato che l’amministrazione “ha sposato il progetto Open Sea, nato per i meno fortunati. Per noi è bello essere di nuovo insieme dopo quello che è successo”.

Presente l’ing. Luca Franceschini di Raffineria Mediterranea: “Sin dall’inizio abbiamo instaurato un rapporto con il lido gestito da AISM. Io dico sempre che l’associazione è fatta dalle persone. Frequento questo lido, bello, dove si vive l’integrazione. Adesso dobbiamo subito pensare al lido nuovo”.

Antonino Gambino della FINP ha spiegato il progetto: “Nasce sei anni fa: mettiamo a disposizione istruttori e tecnici. Diamo l’accessibilità in acqua e come Federazione mettiamo a disposizione assistenti: le persone entrano in acqua ed hanno la possibilità di nuotare, in sicurezza. Dopo l’incendio avevamo pensato che saltasse il progetto ed invece l’AISM lo ha voluto con tutte le forze. L’obiettivo è dare la normalità a tutti”.

A firmare il protocollo anche Fabio Chillemi del Comitato Italiano paraolimpico. “E’ un grandissimo onore essere qui come Inail – ha detto il direttore Diana Artuso -. Quello successo il 12 gennaio ha segnato un nuovo inizio di consapevolezza: firmare questo protocollo in questa sede ha un valore fortemente simbolico. Non ci si allontana nei momenti di difficoltà. Per i gesti di criminalità così devastanti, ci deve essere disapprovazione sociale diffusa. Ringrazio la Federazione italiana nuoto paraolimpico, Aism, per esempio concreto di innovazione sociale. In questo esperimento si mettono a fattore comune esperienze di pubblico e privato. In questo modo costruiamo anche un nuovo modo di dare servizi sul territorio. Costruiamo una rete sul territorio”.