Vibo Valentia, il Sindacato di Polizia: “chiuso per sbarco per 3 giorni”

Immigrati (14)“Chiuso per sbarco”, questo è quello che è accaduto in occasione dell’ultimo sbarco di cittadini extracomunitari avvenuto negli ultimi giorni. Infatti, lo sbarco a Vibo Valentia ha avuto la durata eccezionale di ben tre giorni, impegnando tutte le risorse disponibili che questo territorio aveva nella sua disponibilità. La lungaggine causata dalle nuove direttive che richiedono l’identificazione dei cittadini extracomunitari presso il porto di sbarco, hanno evidenziato in modo drammatico le carenze strutturali ed organizzative di questa Provincia, che nonostante gli sforzi richiesti a tutto il personale ha dovuto prolungare i relativi servizi connessi a tali eventi emergenziali”. Lo afferma in una nota il segretario provinciale del sindacato autonomo di polizia, Giuseppe Gaccione.

“Sforzi, che hanno richiesto al personale specializzato della Polizia Scientifica e dell’Ufficio Immigrazione turni massacranti e continuativi, richiedendo inoltre per la vigilanza e i servizi connessi all’Ordine Pubblico la chiusura di interi settori della Questura e del Commissariato di Serra San Bruno e del Posto fisso di Polizia di Tropea, al tutto si deve aggiungere che il personale impiegato, non ha avuto il ristoro connesso alle temperature elevate ed alle lunghe permanenze durante le operazioni di sbarco.
Naturalmente, tali disagi hanno visto coinvolti anche gli stessi cittadini extracomunitari, che hanno dovuto aspettare i tempi tecnici di identificazione presso le strutture destinate a tale scopo. Appare del tutto evidente, che quanto accaduto era facilmente ipotizzabile già dal precedente sbarco avvenuto i primi di giugno che nonostante avesse circa un terzo di cittadini extracomunitari sbarcati al porto di Vibo marina aveva richiesto l’impiego del personale dalla mattinata sino a notte inoltrata”.

“A questo punto chiediamo il perchè, chi determina l’assegnazione e l’organizzazione di tali eventi straordinari non faccia i conti con le realtà territoriali su cui tali eventi poi fatalmente si ripercuotono, costretti a fare i conti con la scarsità di uomini e mezzi messi a disposizione.
Se poi si considera che tali eventi, non sono più random, ma ormai programmati e cadenzati, senza che il porto di Vibo marina rientri nella pianificazione degli hotspot previsti ed equipaggiati dai piani del Ministero degli interni, ci chiediamo perchè si continui a dirottare sulla nostra piccola Provincia numerosi così elevati e difficilmente gestibili.
La dignità di chi opera in tali eventi e quella degli stessi cittadini extracomunitari interessati, crediamo sia da mettere al di sopra di qualunque interesse di parte o di casacca e che si debba puntare su un serio piano di gestione dei flussi migratori, pianificando ed eventualmente potenziando e rinforzando gli enti e le strutture che di volta in volta vengono coinvolte nelle operazioni di soccorso dei cittadini extracomunitari”.