“Tosap 2012 illegittima”: l’Unc Calabria chiede al comune di Reggio di revocarla

palazzo san giorgio“Vengono recapitati in questi giorni gli avvisi di pagamento e sanzioni amministrative per l’integrazione dell’imposta TOSAP 2012, già pagata dai contribuenti ma aumentata in maniera spropositata dalla Giunta Commissariale nel 2012. La decisione da parte della Giunta Commissariale, che con delibera del 2012 ha deciso di aumentare tutte le imposte comunali e di triplicare la portata dell’imposta sull’occupazione del suolo pubblico con effetto retroattivo a decorrere dall’anno 2012, non solo è una grave ingiustizia per tutti i lavoratori ambulanti o meno- sostiene l’avv. Saverio Cuoco, presidente regionale dell’Unione Nazionale Consumatori- ma come già dimostrato con sentenze emesse nel 2015 dal Giudice di Pace,  su ricorso dell’Unione Nazionale Consumatori Calabria e con decisione della Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Calabria del 2014, è assolutamente illegittima e per questo chiediamo alle Istituzioni  che vengano revocate le richieste di pagamento TOSAP riferite all’anno 2012, anche perché esporrebbero il Comune a dover sostenere innumerevoli ricorsi con conseguenti ed ulteriori aggravi sul bilancio dello stesso. Chiedere tale imposta ai lavoratori in un momento così disastroso di crisi,  in cui i consumi non riescono a decollare e le famiglie non comprano più, significa salvare eventualmente il comune da una dichiarazione di dissesto finanziario, ma decretare il dissesto di molte famiglie che complice una pressione fiscale insostenibile, rischiano di non poter condurre  nemmeno uno standard dignitoso di vita che possa garantire almeno i servizi essenziali alla sopravvivenza. A tale proposito-  ribadisce l’Avv. Saverio Cuoco- sia la giurisdizione ordinaria che tributaria, hanno concordemente stabilito,  a tutela dei contribuenti, la illegittimità di tale richiesta riferita all’anno 2012, in quanto gli aumenti tariffari con effetto retroattivo per i rapporti tributari già eseguiti e definiti sono illegittimi, per il ben noto principio della irretroattività degli adeguamenti tributari per rapporti definiti. Infatti, pur ammettendo che “province e comuni, sulla base della normativa vigente e nell’ambito della loro potestà regolamentare possano approvare tariffe e prezzi pubblici anche diversi da quelli già pattuiti con gli utenti, in presenza di particolari situazioni,l’incremento delle tariffe non può mai avere effetto retroattivo”. Gli Enti pubblici, possono approvare le modifiche tariffarie, entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione e cioè entro il 30 settembre di ciascun anno, ma dovranno avere decorrenza dal 1° gennaio dell’anno di riferimento. Pertanto poiché l’integrazione tariffaria TOSAP, relativa all’anno 2012 veniva disposta con delibera del 2012, l’incremento poteva essere preteso eventualmente soltanto a far data dal 1° gennaio 2013 e non certo per gli anni precedenti, violando così il principio generale di irretroattività, in quanto il provvedimento della Commissione Straordinaria disponeva anche per gli anni pregressi e con riguardo a prestazioni già effettuate. Inoltre la TOSAP 2012 recapitata in questi giorni, non ha colpito solo i lavoratori che occupano uno spazio pubblico, ma anche i privati cittadini titolari di passi carrai che sboccano sulla pubblica strada. A tale proposito, Il Ministero delle Finanze ha più volte escluso la tassabilità dei passi a raso, cioè senza manufatti, tagli di marciapiede, piattaforme in cemento e altre opere che costituiscano una occupazione di suolo pubblico; è del tutto evidente che, se non c’è questa occupazione, non è dovuta alcuna tassa. La Corte di Cassazione ha più volte ribadito che i passi carrai a raso e cioè senza taglio di marciapiede, listoni delimitativi o altre opere, “non determinano un’occupazione visibile del suolo pubblico”, dato che “manca qualsiasi opera o manufatto realizzato su suolo pubblico”, e che “non presenta interruzioni sul marciapiede o modifiche del piano stradale che permettano, al proprietario dell’accesso, una posizione ed un uso diverso del marciapiede da quello di cui può fruire tutta la collettività” e pertanto non sono soggetti a tassa o tariffa”, conclude.

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