Straordinari reperti del Paleolitico ritrovati nel Geoparco del Pollino

POLLINO-Grotta-del_romito-Papasidero-CS-Pizzuti--640x480In Calabria, nel cuore dell’Unesco Geoparco del Pollino c’è uno dei siti preistorici più importanti di tutta Europa: la Grotta del Romito. Saremo lì, tale sito sarà uno dei luoghi del grande appuntamento che vedrà insieme tutti gli Unesco Geoparchi Italiani, per la prima volta riuniti in una Conferenza Nazionale, dopo il riconoscimento dell’Unesco avvenuto qualche mese fa. Una vera emozione. I reperti rinvenuti all’interno ed all’esterno della Grotta risalgono al Paleolitico Superiore. “Saremo sui luoghi della storia di cui il Pollino ne è davvero ricco. Vedremo un sepolcro, ben conservato – ha dichiarato Domenico Pappaterra, Presidente del Geoparco del Pollino – con resti scheletrici di individui di bassa statura. Sono state inoltre rinvenute sepolture e numerosi reperti litici ed ossei (datati a 19.000 anni fa – Paleolitico Superiore). All’interno della Grotta sulla parete è inciso un bovide, il Bos primigenius “la più maestosa e felice espressione del verismo paleolitico mediterraneo”. Con ogni probabilità la grotta era una base intermedia per il commercio dell’ossidiana tra Tirreno e Ionio. La cavità è situata in località Nuppolara, nel Comune di Papasidero e testimonia la presenza dell’uomo nella Calabria settentrionale a partire da circa 20.000 anni fa. La grotta è formata da due sale che si estendono per 20 m e dal riparo che si estende per altri 34 m. Durante gli scavi condotti nel 1961, all’interno della Grotta, sono state ritrovate alcune incisioni rupestri: la più importante è rappresentata da questo graffito di 1,2 m che raffigura un bovide (Bos Primigenius) datato 10.800 a.c. La figura di toro è incisa su un macigno calcareo di dimensioni di circa 2,30 m di lunghezza. Il disegno, di proporzioni perfette, è eseguito con tratto sicuro; le corna, viste ambedue di lato, sono proiettate in avanti ed hanno il profilo chiuso. Sono inoltre rappresentati con cura alcuni particolari come le narici, la bocca, l’occhio appena accennato e l’orecchio. In grande evidenza le pieghe cutanee del collo e assai accuratamente descritti i piedi fessurati. Al disotto della grande figura di toro vi è incisa, molto più sottilmente, un’altra figura di bovide di cui sono eseguiti soltanto il petto, la testa ed una parte della schiena. Di fronte al masso con il bovide ve ne è un altro di circa 3,50 m di lunghezza con segni lineari incisi di significato apparentemente incomprensibile. La frequentazione neolitica della Grotta del Romito è documentata dal rinvenimento di una cinquantina di cocci di ceramica che rivelano l’esistenza del transito del commercio dell’ossidiana proveniente dalle isole Eolie. Caverna risalente al Paleolitico Superiore che presenta, su un masso posto all’ingresso, incisioni rupestri del “bos primigenius”, scoperte nel 1961 insieme ad alcune antiche sepolture ”.

Dai Greci ai Romani, Saraceni, Bizantini, tra edifici sacri, chiese antiche, santuari e monasteri, ma anche castelli e misteri

“Il territorio del Pollino Geopark nei millenni di storia ha visto l’avvicendarsi nel territorio di popoli e di culture provenienti da luoghi diversi che ha determinato, fin dal Paleolitico, una stratificazione storica e culturale: i Greci e i Romani, successivamente i Longobardi, i Saraceni, i Bizantini ed infine i Normanni e gli Spagnoli, fino all’Unità d’Italia ed alla lunga vicenda dell’emigrazione oltreoceano. Di notevole importanza sono anche le testimonianze archeologiche – ha concluso Pappaterra – alcuni abitati indigeni preesistenti all’arrivo dei coloni achei ed importanti resti di necropoli. Ancora da segnalare i numerosi edifici sacri di costruzione antica come chiese, santuari e monasteri disseminati nei vari paesi del Geopark. Alcuni di essi sono ubicati in modo estremamente spettacolare e pittoresco, come il Santuario della Madonna delle Armi, nei pressi di Cerchiara di Calabria, costruito su una parete rocciosa a partire dal 1440, dove si trovano ancora conservati preziosi affreschi e la teca d’argento che conserva l’immagine della Madonna delle Armi o la Chiesa di S. Maria di Costantinopoli, a Papasidero, risalente al Medioevo, che si affaccia a strapiombo sulle pareti del fiume Lao. Ai numerosi luoghi di culto, si aggiungono anche antiche strutture fortificate e numerosi palazzi nobiliari: a Chiaromonte, a Senise, a Morano Calabro, a Grisolia, a Mormanno e a Castrovillari, con i resti del castello aragonese del 1490. A Valsinni si trova il Castello medievale appartenuto alla famiglia di Isabella Morra, la grande poetessa vissuta nel ‘500 e resa famosa da Benedetto Croce. Di particolare suggestione sono alcuni centri storici come ad esempio Laino Castello, Orsomarso, Papasidero, Civita, Viggianello, Rotonda. Nel passato, il territorio del Parco è stato arricchito da splendidi mulini ad acqua, alcuni dei quali sono ancora oggi ben conservati, come quello di «Ricchie Muzze», presso Francavilla sul Sinni. Altri mulini costruiti tra il XIV e il XVII sec. si trovano nei pressi di S. Severino Lucano, a Mezzana, e conservano ancora straordinarie macine in pietra”.

I Geoparchi rappresentano una grande ricchezza per il Paese. L’Italia con 10 Geoparchi è tra i primi al mondo. La Cina è prima con 29. Nel mondo i Geoparchi sono 120 di cui 69 in Europa.
Dal 4 al 6 luglio delegati provenienti dagli Unesco Geoparchi Mondiali di tutto il territorio nazionale, aderenti alla Rete Europea e Globale dei Geoparchi (EGN/GGN) – si ritroveranno nel Parco Nazionale del Pollino per la conferenza nazionale.

Si inizia Lunedì 4 Luglio a Mormanno, bellissimo borgo della Calabria, presso il Teatro della Città – Interverranno tra gli altri Nikolas Zouros, Presidente Global Geoparks Network e Coordinatore European Geoparks Network, Vincenza Lomonaco, Ambasciatrice Italiana presso l’Unesco, Aniello Aloia, Coordinatore nazionale di tutti i Geoparchi Italiani, Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Domenico Pappaterra, Presidente del Geoparco del Pollino, Giampiero Sammuri, Presidente Nazionale della Federparchi, Marcello Pittella, Presidente della Regione Basilicata, Mario Oliverio, Presidente della Regione Basilicata, Dorina Bianchi, Sottosegretario Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo. Interverranno i vertici di tutti gli UNESCO GEOPARCHI ITALIANI.

I GEOPARCHI IN ITALIA SONO 10

MADONIE GEOPARK
ROCCA DI CERERE GEOPARK
BEIGUA GEOPARK
GEOLOGICAL MINING PARK OF SARDINIA
ADAMELLO – BRENTA GEOPARK
CILENTO and VALLO DI DIANO GEOPARK
TUSCAN MINING GEOPARK
APUAN ALPS GEOPARK
SESIA – VAL GRANDE GEOPARK
POLLINO GEOPARK