Regione, Nicolò: “da Bruxelles l’ultima tegola sulla Calabria”

regione calabria“Arriva da Bruxelles l’ultima tegola sulla Calabria con l’esclusione della nostra regione dai finanziamenti per le grandi opere che, invece, nelle regioni del Nord Italia  creeranno investimenti per 4,8 miliardi e 3.200 nuovi posti di lavoro”. E’ quanto denuncia Alessandro Nicolò, capogruppo di Forza Italia alla Regione Calabria. “Quello che emerge in queste ore da documentate fonti giornalistiche – incalza l’esponente politico – è quanto di più sconcertante si potesse immaginare: malgrado l’allarme lanciato in proposito dal parlamentare europeo Gianni Pittella, appartenente allo stesso partito di Oliverio, la nostra Regione non avrebbe mandato neppure un proprio rappresentante qualificato al vertice convocato dallo stesso parlamentare del Pse tra tutti i governatori del Meridione per chiedere direttamente ai vertici di Bruxelles le motivazioni di questa grave discriminazione.” E non basta:”Aver disertato il faccia a faccia con il vicepresidente della Commissione europea, il finlandese Jyrki Katainen, e con la commissaria europea alle Politiche regionali Corina Cretu, suona inequivocabilmente come una supina accettazione di questa esclusione che, in sostanza, non concede alla Calabria neppure uno scampolo degli 11 progetti approvati e che riguardano solo le opere da realizzare nel centro Nord”. “Si tratta – aggiunge Nicolò – della cosiddetta Fase 2 del Piano Junker, una programmazione di investimenti che, si stima, mobiliteranno risorse per miliardi di euro. Stando a calcoli attendibili, otto dei progetti infrastrutturali che hanno avuto il via libera da Bruxelles saranno in grado di attrarre ingenti risorse private pari a circa 4,8 miliardi, investimenti che si tradurrebbero in importanti ricadute sul piano occupazionale:  cantieri in grado di produrre fino a 3.200 nuovi posti di lavoro”. “Se è tutta ‘politica’ la tegola precipitata sulla testa di Oliverio – conclude Alessandro Nicolò – per i cittadini e le imprese calabresi si tratta di un macigno pesante sul piano economico e sociale che allarga il divario e allontana ancora di più la nostra regione dal resto dell’Italia e dell’Europa. Con buona pace della sbandierata omogeneità politica che, solo a parole e davanti alle telecamere  però, caratterizza questa fase istituzionale, con il governo regionale mai come adesso perfettamente allineato e coperto con quello nazionale”.