Reggio Calabria: un evento per presentare “l’irrealizzabile” Museo dell’Immagine [FOTO e VIDEO]

Si è svolto questo pomeriggio l’evento “Dalla memoria storica alla memoria virtuale: progetto di Museo dell’Immagine per la Città metropolitana”

IMG-20160622-WA0006Questo pomeriggio si è svolto presso la Sala Conferenza del Museo Nazionale Archeologico di Reggio Calabria l’evento: “Dalla memoria storica alla memoria virtuale: progetto di Museo dell’Immagine per la Città Metropolitana“, curato dal Centro Internazionale Scrittori Calabria. Il progetto è stato curato dal prof. Domenico Labate, giornalista professionista e  massmediologo, già docente a contratto di Sociologia e Tecnica dei Processi Comunicativi presso l’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria e noto per essersi occupato di temi ambientali, quali: la centrale a carbone a Saline e la Diga del Menta. Ad aprire l’evento è Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis, che ha ringraziato il dott. Malacrino, direttore del Museo Nazionale Archeologico di Reggio Calabria, per averne consentito la realizzazione. E’ la volta di Domenico Labate che rinnova i ringraziamenti per il direttore, di cui ne esalta l’onestà intellettuale e la volontà di ospitare un evento tanto spinoso per un uomo “abituato a toccare con mano gli oggetti“. Il prof. Labate inizia il suo excursus spiegando cosa sia un museo virtuale. Questi, altro non è che una raccolta di dati che mira a difendere la memoria storica fondamentale per un popolo.

IMG-20160622-WA0014Con Internet oggi abbiamo la possibilità di creare raccolte di immagini depositate nella realtà virtuale. Il museo per acquisire reperti potrà rivolgersi a tutti coloro (dalle famiglie ai tecnici) che possiedono immagini del territorio. Fondamentali nella realizzazione del progetto saranno gli enti pubblici e privati che potranno liberamente contribuire alla fondazione e al funzionamento del museo. Il museo dell’immagine ha l’obiettivo di ribaltare il concetto comune di audiovisivo attraverso sezioni e sottosezioni che intendono ripercorrere i fatti più significativi della storia recente della città: dal terremoto del 1908 al ventennio mussoliniano fino alla rivolta del 1970 per poi includere anche volti noti della città, tra cui Gianni Versace. Il progetto vede la creazione di tre sezioni: audio, immagine del territorio e cinema. La prima sezione raccoglierà interviste, testimonianze, giornali, radio e musica. La seconda sezione sarà formata da una sottosezione di architettura, una di pianificazione territoriale ed una relativa al paesaggio urbano e rurale. Infine, l’ultima sezione sarà formata da una sottosezione per il cinema professionale, una per il cinema locale ed una relativa al supporto video, informatico e webvideo. Sempre il professore ritiene fondamentale la creazione di una biblioteca ed emeroteca del Museo dove sarà possibile raccogliere fotografie, filmati, installazioni, quadri, manifesti, stampe. Accanto a questo, l’istituzione di un Museo della Rivolta che potrebbe essere un ottimo modo per raccontare ai giovani i “Fatti di Reggio” degli anni 70 attraverso la raccolta di immagini, i volantini e gli audio. Ancora, la creazione di un Museo Gianni Versace.

IMG-20160622-WA0017L’idea sarebbe quella di raccogliere materiali di e su Gianni Versace. Il Museo potrebbe collaborare con la Fondazione Versace coinvolgendo, inoltre, la sezione scenografia dell’Accademia di Belle Arti e dell’Università Mediterranea di Reggio. Infine, la promozione del Reggio Comicfilmfest, in cui si punta ad esplorare il rapporto tra cinema e architettura e cinema e pianificazione. Durante questo evento si potrebbe premiare un film, tra quelli presentati ai festival di cinema più importanti, che abbia saputo esaltare le relazioni urbanistiche ed estetiche tra cinema e città. Il progetto nasce da un’idea o meglio da un sogno di un architetto di fama mondiale scomparso recentemente. Si tratta di Zaha Hadid, che per Reggio Calabria aveva dedicato il “Museo de Mediterraneo“, mai realizzato a causa della bocciatura dell’amministrazione comunale. Sarà, quindi, possibile realizzare un progetto che possa rivoluzionare la nostra città? Sarà possibile far avvicinare i giovani alla storia della città in cui vivono, che vivono con i loro sogni e speranze? Questi pensieri sono così scanditi dalla poesia di Martha MedeirosLentamente muore“. Nonostante qualche parere discordante circa la fattibilità e la realizzazione del progetto di Zaha Hadid, Arcidiaco vede in Internet uno strumento ideale per conservare la memoria storica della città. Subito dopo, interviene il prof. Arillotta, il quale suggerisce al rappresentante dell’amministrazione comunale di valutare il Convento di Sales, acquisito dall’ex sindaco Italo Falcomatà, come luogo in cui realizzare un museo civico. E’ impensabile che una città come Reggio Calabria sia sprovvista di un museo che possa conservare la memoria storica di una città che ha vissuto il passaggio di tante popolazioni. Proprio in questo luogo potrebbe anche essere realizzato un centro polifunzionale e multimediale rivolto ai giovani e agli studenti della città.L’evento si è poi concluso con i dovuti ringraziamenti e saluti.

A Reggio Calabria il Museo dell’immagine [VIDEO]