Reggio Calabria, Tripodi (PCdi): “Zimbalatti sulla raccolta differenziata nasconde i dati”

palazzo san giorgio1“Sulla raccolta differenziata l’assessore comunale Zimbalatti detto Zimba, insieme al suo penoso scrivano, tenta di nascondere, in maniera sgangherata e ridicolmente puerile, la cruda verità , nonché di occultare fatti, dati e cifre incontrovertibili. Si tratta, infatti, dei deludenti numeri della raccolta differenziata che rappresentano, per il sindaco Falcomatà e la sua giunta, il segno inequivocabile di un macroscopico fallimento amministrativo. Ma, andiamo con ordine: l’assessore Zimbalatti detto Zimba e il suo minuscolo scrivano sostengono che le durissime dichiarazioni rilasciate dal ministro dell’ambiente del governo Renzi, Gianluca Galletti, in merito al fallimento rappresentato dalla percentuale della raccolta differenziata nella città di Reggio, sono state una totale invenzione dei soliti comunisti rompiscatole. Purtroppo per Zimbalatti detto Zimba e per il suo impercettibile scrivano, come facilmente verificabile attraverso la consultazione di una miriade di agenzie e testate giornalistiche, sia della carta stampata che online, il ministro Galletti, sodale e fedele alleato del PD, qualche giorno fa a Rosarno, ha testualmente, e mai smentito, dichiarato: “Non sono soddisfatto dei dati ambientali che riguardano la Calabria, anzi sono amareggiato perché mentre altre regioni si accingono a raggiungere gli standard europei per la raccolta differenziata, alcuni addirittura con l’80%, la città di Reggio Calabria ha l’11.7% della differenziata, la regione complessivamente il 18,6%”, scrive in una nota Ivan Tripodi, segretario cittadino del PCdi. “Pertanto -prosegue- lo squallido tentativo di negare l’evidenza rappresentata da atti documentati e parole ben precise rappresenta un nuovo ulteriore oltraggio all’intelligenza e alla pazienza dei reggini stanchi di subire le malefatte di un’amministrazione comunale totalmente inadeguata e assolutamente incapace di affrontare le tante problematiche ed enormi emergenze della città. I fatti inoppugnabili, purtroppo per il sindaco Falcomatà e la sua giunta, non si possono cambiare, annullare o modificare a proprio piacimento.

 Infatti, a parte le irripetibili castronerie che, come abbiamo visto, non hanno alcun fondamento, prendiamo atto che il nervosismo di Falcomatà e della sua squdretta è così alto che, vergognosamente e senza alcun senso del pudore, si minacciano, addirittura, querele nei confronti del sottoscritto semplicemente perché osa esprimere idee difformi da quelle dell’amministrazione comunale. E’ inaudito, la giunta municipale vorrebbe attentare alla democrazia e limitare la sacrosanta libertà di parola. Nell’attesa di vederci -aggiunge- con immenso piacere nelle aule del Tribunale per rispondere, come aduso nel periodo fascista, del reato di opinione e di “lesa maestà”, ma anche per produrre “particolari” delibere e documenti della giunta Falcomatà, segnaliamo all’assessore Zimbalatti detto Zimba, nonché all’incauto scrivano, che le idee e le parole non si processano in quanto si tratta semplicemente della democrazia e dei basilari diritti di opinione riconosciuti dalla Costituzione. Ma si sa, per il PD e i suoi adepti, la Costituzione repubblicana rappresenta un odioso orpello e un argomento profondamente indigesto ed allergico, tant’è che stanno cercando di distruggerla e seppellirla. Infine – e diciamo infine perché non vogliamo fare sopportare alla carta più improntitudini di quanta essa possa sopportarne – per tornare al tema della raccolta differenziata poniamo qualche interrogativo. Perché il sindaco Falcomatà non dice ai reggini che fine ha fatto il bando di selezione per l’assunzione di lavoratori presso l’AVR finalizzata all’espletamento del servizio? Come noto, dopo avere illuso migliaia e migliaia di reggini con la promessa di una selezione pubblica e trasparente, il bando non è stato mai espletato ed è caduto nel dimenticatoio, ma, contestualmente, l’AVR ha reclutato decine di persone? Perché il sindaco Falcomatà non pubblica l’elenco nominativo degli assunti? Dove è finita la trasparenza? E la legalità? Si tratta di legittime domande che i reggini pongono quotidianamente, ma alle quali non troveranno alcuna risposta, a parte il silenzio assordante ed eloquente del sindaco e della sua squadretta che dice tutto nella sua chiarezza…”, conclude