Reggio Calabria, Spirlì solidale con Ripepi dopo l’attacco di Biasi

Ripepi“Mea culpa! Mea maxima culpa! Aver affiancato per un’intera campagna elettorale il consigliere Biasi nel suo tentativo di diventare Sindaco di Taurianova non è servito ad aprirmi gli occhi sulla sua capacità di offendere Cristo nei Suoi Pastori! Una colpevole mancanza mia nei confronti della mia Gente che, da sempre è Popolo e Gregge di Dio! La mia, la nostra Terra di Calabria, infatti, fu santificata per prima da San Paolo che vi sbarcò per cominciare, proprio dalle nostre contrade, l’evangelizzazione di questo Occidente, che divenne subito Casa del Padre”, scrive in una nota Nino Spirlì Coordinatore regionale per la Cultura e l’Identità della Calabria Fratelli d’Italia-AN. “Noi siamo i nostri Pastori-prosegue- loro ci sono guida e compagno di viaggio sul Cammino di Gesù. La nota del consigliere provinciale in via di disarmo risulta essere fuori posto, sgraziata e sciatta. L’aggressione nei confronti del Dottor Massimo Ripepi, Consigliere comunale al Comune di Reggio, Responsabile Regionaleper gli Enti Locali per Fratelli d’Italia AN, è volgare e offensiva per tutto il Cristianesimo e la Sua dolorosa Storia. Ironizzare sull’opera di un Pastore corrisponde ad accendere il rogo sul quale ardere la Parola di Dio. E Massimo Ripepi è Parola nella sua missione di Pastore e Guida di una corposa parte del Popolo Cristiano. Lo è nella sua azione politica al servizio della Calabria. Lo è nella vita quotidiana e nei rapporti con tutti: conoscenti, amici, parenti o semplici sconosciuti bisognosi del conforto di un amico. Per Fratelli d’Italia AN-aggiunge- il Dottor Ripepi è una ricchezza infinita: il nostro Partito nasce, oggi, con gente che gli somiglia, nuova, fresca, svelta, benedetta da Dio e vicina ai bisogni della comunità. Senza l’affanno delle trombe di Palazzo che annuncino i piccoli parti di concessioni spesso monche e offensive della fiducia del popolo calabrese. Solo i cretini non sanno chiedere scusa, ed io spero di non esserlo e lo faccio per aver sbagliato, all’epoca, nei confronti dei miei concittadini”, conclude.