Reggio Calabria, Nino Stellittano racconta i suoi anni musicali e l’ultimo album dei Kalavria

KalavriaLa sala biblioteca della Provincia è gremita, con tanti  volti di gente che ha scritto le pagine della canzone  popolare, con un tavolo di relatori che incarna lo spirito della musica nei suoi vari aspetti: un musicista compositore, un professore di musica, un sociologo della musica e Nino Stellittano, che racconta quaranta anni di suoni etnici. Luoghi e persone che appartengono al territorio, per una storia iniziata nel 1976 .”A Pellaro, eravamo un gruppo di ragazzi ed abbiamo pensato un po’ al nostro impegno nel tempo libero,a cosa volevamo creare, abbiamo pensato insieme a Meme’ Zumbo di fondare un gruppo musicale. Questo è  stato il primo passo di una lunga carriera .Dal tavolo dei relatori Fulvio D’Ascola introducendo il racconto parla dell’importanza sociologica dei luoghi per la formazione della musica, definendo Pellaro un luogo simbolo da cui si è  diffusa la cultura musicale e popolare calabrese ,prima con Otello Profazio,che ne ha tracciato la strada dal Folk studio di Roma e grazie anche   alla visibilità televisiva in RAI, dopo con Mimmo Martino dei Mattanza che l’ha caratterizzata nello stile cantautorale e di protesta e prosegue adesso con Nino Stellittano, che l’ha saputa plasmare ai nuovi i scenari, mantenendo sempre l’originalità linguistica e contaminandola con suoni mediterranei. Dal Canzoniere di Pellaro , fino al Canzoniere del Sud,per poi passare a Canto Novo e poi finire in Kalavria, tanti nomi di gruppi musicali che l’hanno visto protagonista è fondatore.  Aneddoti e storie come l’esordio a Sanremo GIOVANI per la selezione finale con il brano “Lia Liuzza” e simpatico siparietto con il paroliere Pino Alampi ,presente in sala, che scrisse testi per il Canzoniere di Pellaro ,che racconta di una registrazione avvenuta nel suo salone con grande qualità per mezzo di un registratore a bobine Revox. Nino Stellittano continua a raccontare i quattro  decenni ,lo spirito goliardico che univa i gruppi musicali ed il lavoro di ricerca orale, con registrazioni su nastro delle testimonianze degli anziani su usi costumi antichi ,coinvolgendo Paolo Campolo che ad inizio carriera suonava con lui la fisarmonica e l’organetto . Racconta tante canzoni, tanti personaggi importanti e rivolgendosi  a Marinella Roda’ ,voce blues e Fado della musica  etnica ,ricorda suo padre Toto’ Roda’ paroliere folk e proprietario di una sala di registrazione a Melito. Dal passato al presente il passo è  breve, con la presentazione del nuovo disco intitolato “40 anni di storie ,amore e libertà” ,con Rosario Canale che parla delle registrazioni e della volontà di ricreare in studio le atmosfere live” Abbiamo voluto trasmettere all’ascoltatore la sensazione di assistere ad un concerto, ma ascoltandolo soltanto, salvaguardando i suoni originali,senza campionature” .Il disco è arrangiato da Alessandro Calcaramo e da Rosario Canale.I quattro decenni iniziali di carriera di Nino Stellittano sono sintetizzate in queste sue parole “Vogliamo riprenderci le tradizioni, gli usi e costumi della società contadina.Vorremmo che la nostra identità si integrasse con i nuovi processi comunicativi e per questo canto e suono di storie in cui i protagonisti sono le persone umili, che sanno raccontare le storie e con l’arma della musica vogliono combattere le ingiustizie e le disparità sociali.” L’ultimo atto dell’incontro è un breve showcase acustico con il gruppo dei Kalavria che esegue tre canzoni dell’ultimo album. Per conoscere meglio parole e musica, appuntamento il 13 giugno a Reggio Calabria  a Sant’Antonio per assistere al concerto anteprima del tour estivo.