Reggio Calabria, la Cgil stigmatizza quanto sta avvenendo nel corso della riorganizzazione del comparto dell’assistenza psichiatrica

medici _ 123 _ La FPCGIL di Reggio Calabria – Locri, quale Organizzazione a carattere confederale, “ha sempre avuto a cuore insieme alla condizione dei lavoratori, la giusta e attenta erogazione dei servizi, soprattutto quando questi sono destinati ad utenti particolarmente fragili e bisognosi. Fatta tale premessa, utile a fugare ogni dubbio,questa Organizzazione deve stigmatizzare quanto sta avvenendo nel corso della riorganizzazione del comparto dell’assistenza psichiatrica in provincia di Reggio Calabria. Esso già da tempo avrebbe richiesto un intervento serio di rimodulazione e messa a norma delle strutture deputate alla riabilitazione,così come richiesto dalla scrivente, sin dal 2008, anno di presentazione di una proposta targata FPCGIL e depositata presso la Giunta regionale del tempo, tesa all’attenzione del benessere degli ospiti ed alla salvaguardia dei posti di lavoro. Oggi, a causa di una concomitanza di inadempienze in capo a più soggetti, con diversi gradi di responsabilità, si stanno operando scelte che, se da un lato rilevano finalmente l’attenzione per i pazienti assistiti, dall’altro non sembrano affatto preoccuparsi del destino di un significativo numero di lavoratori, pur essendone responsabili a causa di inadempienze reiterate nel tempo. La recente decisione del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASP di Reggio Calabria, di svuotare dei pazienti ospiti le due strutture denominate Rausei A e B, gestite in convenzione dalla ditta Pulitanò per il servizio domestico-alberghiero, dalla Cooperativa CooSSel per il servizio di riabilitazione e dall’Asp per l’assistenza sanitaria, è consequenziale ad inadeguatezze molto datate nel tempo rispetto alle quali non è mai stato chiaro e non si è mai deciso chi dovesse intervenire per la messa a norma, lasciando i pazienti in evidente stato di disagio.

 Tale responsabilità, a nostro avviso, dovrebbe prima o poi emergere, anche perché un altro vulnus gravava su tale servizio, ovvero la mancata sottoscrizione di contratto di convenzione di una delle parti, già denunciata dalla scrivente nel 2013. Nel 2015, a fronte di una situazione apparentemente insuperabile, finalmente l’ASP ha invitato i due soggetti erogatori dei servizi ad indicare altra struttura adeguata da mettere a diposizione del servizio ed a regolarizzare da parte di entrambe la sottoscrizione dei contratti al fine di chiedere la necessaria autorizzazione. Infatti, il 23 marzo 2015, con Delibera n. 322, regolarmente pubblicata, l’Azienda Sanitaria disponeva il trasferimento degli ospiti di Rausei A e B presso altra struttura messa a disposizione dalla cooperativa CooSSel, disponendo, altresì,la sottoscrizione dei contratti a pena di immediata decadenza dalla convenzione che di conseguenza avrebbe comportato l’indizione di gara pubblica per l’assegnazione del servizio. In data 8 aprile 2015, il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda dava esecuzione alla delibera disponendo il trasferimento di 17 ospiti presso la nuova struttura in uso alla cooperativa CooSSel, disponibile a sottoscrivere il contratto ed indicava la necessità di completare l’iter amministrativo con la sottoscrizione definitiva a cui evidentemente non corrispondeva la volontà dell’altro erogatore del servizio, tanto che delibera e disposizione di trasferimento morivano sul nascere e restavano nel cassetto. Quello che non si comprende, benché la scrivente lo abbia chiesto agli attuali vertici dell’ASP in un recente incontro sulla questione, è perché non si sia proceduto immediatamente a bandire la pubblica gara per il servizio domestico-alberghiero da erogare nella nuova struttura della Cooperativa, data l’indisponibilità della ditta Pulitanò a sottoscrivere il contratto, lasciando ancora per un anno gli ospiti di Rausei A e B in condizioni precarie ed inadeguate e mettendo a rischio i posti di lavoro degli educatori?

Oggi, nel corso del famoso riordino e messa a norma degli atti e delle strutture, almeno in via transitoria, a distanza di oltre un anno, l’ASP mette in atto il trasferimento dei pazienti presso altre strutture per ridare dignità alla loro condizione, ma non può non tener conto che vi sia il rischio di mandare in crisi la CooSSel, che per noi si traduce in probabile perdita di 40 posti di lavoro, date le condizioni economico-finanziarie della cooperativa. Per quanto premesso, date le diffuse responsabilità di una situazione altamente critica, in un contesto in cui la perdita di posti di lavoro sarebbe gravissima, la FPCGIL ha chiesto un immediato incontro al Dipartimento di Tutela della Salute della Regione Calabria ed al Commissario dell’ASP di Reggio Calabria per attivare un percorso di salvaguardia e tutela dei lavoratori”.