Reggio Calabria, intervento di Antonio Eroi al Consiglio d’Europa sulla Good Governance in Metropolitan Areas

antonioeroiIntervento del Rapporteur Antonio Eroi al Consiglio d’Europa sulla Good Governance in Metropolitan Areas:

“Buon giorno cari e stimati colleghi, buon giorno gentilissima presidente. Mi accingo con piacere a fare delle considerazioni in base alla mia personale esperienza arricchita dall’indispensabile lavoro del nostro segretario Tim Lisney, e del professore  Jon Bloomfield, per il suo grande contributo a questo rapporto. Lo sviluppo delle metropoli in Europa è una delle sfide più importanti per la democrazia territoriale, in quanto le Aree Metropolitane sono da sempre i motori della crescita economica e sociale dei nostri paesi. Agiscono infatti come catalizzatori ed attrattori, nei sogni e nei progetti dei giovani, nella creazione di posti di lavoro, nelle sperimentazioni tecnologiche e scientifiche e nei diversi campi dell’innovazione. Per poter funzionare in modo efficace ed efficiente, hanno bisogno oggi più che mai di adeguate strutture di governance e soprattutto di un ampio grado di autonomia gestionale e finanziaria. Devono essere in grado di progettare e coordinare le infrastrutture, dei trasporti e dei servizi pubblici, asili, scuole, università e cultura e soprattutto sanità e sicurezza sociale.  Nelle aree metropolitane dei diversi Stati, stiamo trovando una crescente diversità delle strutture di governo, alcune delle quali molto innovative, con il coinvolgimento di una vasta gamma di soggetti interessati e di partnership, comprese le ONG e le imprese; con la presenza a volte di rappresentanti delle minoranze che giovano al processo di democrazia e sviluppo. Troppo spesso però l’architettura politico-istituzionale è frammentata e non si sviluppa con lo stesso ritmo della metropoli. Spesso un territorio metropolitano comprende un certo numero di autorità locali – sia perché queste strutture politiche non sono sempre in grado di lavorare insieme in modo efficace, sempre più spesso le decisioni vengono prese altrove, per esempio da parte delle autorità speciali istituiti per gestire i problemi come i trasporti o la pianificazione attraverso tutta l’area metropolitana.

- La sfida per i governi a tutti i livelli è quella di sviluppare strutture politiche che riflettano le esigenze di queste aree urbane, in modo da preservare i principi di rappresentanza e responsabilità politica.

- Un crescente numero di persone che lavorano nelle metropoli, con i loro servizi pubblici e contribuiscono alla loro base imponibile, in realtà vivono al di fuori della città e sono dei semplici pendolari. Pertanto il rapporto tra la metropoli e il suo hinterland sta diventando un problema sempre più importante, che richiede attenzione coordinamento tra le autorità interessate, soprattutto per quanto riguarda la pianificazione, le infrastrutture e la sicurezza dei cittadini. Troppo spesso, infatti, nelle periferie metropolitane si annida odio e intolleranza, povertà e disordine. I recenti attacchi al cuore dell’Europa provengono dai ghetti delle metropoli, dove si vive in maniera sovraffollata e disorganizzata e i servizi pubblici sono carenti.

- Per le dimensioni e l’importanza strategica di questi centri urbani, le buone governance richiedono un attento coordinamento tra i diversi livelli di governo (nazionale, regionale e cittadino), come diciamo noi in Italia: per stabilire chi fa che cosa.

Occorrono la massima trasparenza nelle procedure di consultazione elettorale e un solido processo decisionale. Come dicevo prima, è necessaria più che mai una chiara definizione e ripartizione dei compiti tra i diversi livelli di governo; inoltre è necessario talvolta l’impegno internazionale ed europeo. Sabato scorso, ad esempio, nella mia città sono state sepolte 45 giovani vittime dell’immigrazione ripescate senza vita dal mare. Ogni giorno barconi di immigrati naufragano tra le coste greche, italiane o maltesi per raggiungere il sogno di vivere in una metropoli europea. La buona governance metropolitana non può essere debole e deve poter fronteggiare questa nuova catastrofe umanitaria. In Italia la legge prevede che vi sia una governance debole, senza un rapporto diretto tra rappresentanti politici e cittadini con elezioni di secondo livello. Questo ci porta ad avere “eletti” che hanno un doppio incarico e che non sono neanche retribuiti per il loro mandato con grave pregiudizio per la democrazia e l’inevitabile crescita della corruzione.  Le metropoli devono avere dei fondi europei destinati per l’accoglienza, l’educazione, la sicurezza e le infrastrutture che permettano l’integrazione, l’insegnamento delle lingue e la civile convivenza, politica, economica e religiosa.

- I media locali e nuove forme di social networking stanno apportando un contributo sempre più importante per fare crescere le autorità politiche di queste aree e renderle più responsabili.

- Nel progetto di raccomandazione, chiedo al Comitato dei Ministri di prendere in considerazione l’elaborazione di linee guida relative alla buona governance della metropoli. Infatti, siamo in assoluta mancanza di tali raccomandazioni e troppo volte abbiamo osservato che il governo delle metropoli si sta sviluppando senza adeguata partecipazione dei cittadini e senza un’adeguata responsabilità. In questo momento molto difficile per l’Europa, per i Paesi Arabi e Africani, non possiamo permetterci di vedere la democrazia erosa nelle nostre metropoli perché potrebbe portare conseguenze disastrose. Sono convinto come voi colleghi, che bisogna agire e dobbiamo agire ora”.

Approvato all’unanimità alle ore 13.10

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