Reggio Calabria, intensa assemblea degli avvocati sulla crisi del sistema: il punto in vista del Congresso di Rimini

Crisi del sistema e tutela dei diritti, a Reggio Calabria sentita partecipazione dei professionisti all’assemblea degli avvocati

AVV. Alfonso Mazzuca ed Avv. Michele MiccoliSi è oggi tenuta, in una della aule del Tribunale di Reggio Calabria, l’Assemblea organizzata dall’Unione Sindacale Forense al fine di ricercare proposte e soluzioni utili a contrastare l’attuale crisi del sistema, dato che in questi ultimi anni, nonostante l’introduzione del procedimento telematico ed altri accorgimenti legislativi, la situazione è addirittura peggiorata.

L’Assemblea è stata presieduta dal Presidente dell’U.S.F. Avv. Alfonso Mazzuca, il quale, nel tracciare le linee di politica giudiziaria che il Sindacato Forense intende perseguire, ha evidenziato come, in questo ultimo periodo, <<l’Avvocatura è stata soffocata da iniziative legislative ed amministrative che mal si conciliano con la giustizia, essendo finalizzate solo alla “economia aziendale” del Ministero e non per garantire ai cittadini un servizio costituzionalmente dovuto per una giustizia effettiva>>.
<<L’U.S.F. ha recepito la voce del popolo Forense – ha aggiunto l’Avv. Mazzuca – rendendosi portavoce delle esigenze, anche le più elementari che, a ben vedere, non sono soltanto dell’Avvocatura, ma soprattutto dei cittadini destinati a subire solo ingiustizie se gli avvocati non sono più messi in condizione di esercitare il diritto di difesa come si deve>>.

Presente all’Assemblea anche l’Avv. Alberto Panuccio, nella sua qualità di Presidente dell’Ordine, il quale, nel portare i saluti di tutto il Consiglio e nel compiacersi per l’iniziativa assunta dall’U.S.F., ha sottolineato di guardare con interesse le associazioni libere allorquando le stesse si attivano, anche se con naturale spirito di critica, al fine di cooperare nell’interesse comune con segnalazioni ed iniziative meritevoli di considerazione.

aula assemblea - intervento avv. PanuccioE’ poi seguito l’intervento del Segretario dell’U.S.F., Avv. Michele Miccoli, il quale si è soffermato su alcune più importanti doglianze, fra le tante contenute in un lungo elenco, che quotidianamente affliggono l’esercizio della professione forense con gravi e pesanti riflessi sull’applicazione dell’effettiva giustizia a tutela degli utenti e segnatamente delle fasce più deboli di detta utenza.

Fra i tanti temi trattati, sono risultati di grande interesse i seguenti: l’eliminazione del giudice di prossimità, a causa del paventato accorpamento al Tribunale di Reggio Calabria delle sedi di Locri e Palmi e la possibilità della perdita della Sede di Corte d’Appello di Reggio Calabria in favore di Catanzaro, con ogni intuibile conseguenza, anche economica, che dovrà essere sopportata dagli utenti; l’aumento a dismisura dei costi di accesso alla Giustizia, sino ad oltre il 300%, che di fatto impedisce a chi non è ricco (e, dunque, a chi ha più bisogno di essere tutelato), di poter adire le vie legali; le ulteriori complicazioni, utili non a snellire ed accelerare i giudizi, bensì a renderne più complicato e difficoltoso l’accesso, costituito da nuovi istituti come la mediazione e la negoziazione assistita; la limitazione delle impugnazioni avverso eventuali provvedimenti errati, mediante veri e propri sbarramenti ai ricorsi in appello o per cassazione, sempre a danno dei cittadini; l’istituzione del Processo Civile Telematico, che in realtà non ha risolto nulla nell’interesse degli utenti e dei loro difensori, essendo di fatto solo utile al Ministero al fine di “tagliare” quelle spese costituite dal personale che, per tale ragione, non viene più neppure assunto in quanto il loro lavoro è sostanzialmente (e gratuitamente) svolto in buona parte dagli Avvocati.
<<E’ evidente che col sistema informatico – ha sottolineato l’Avv. Miccoli – costi e tempo si riversano solo sugli studi legali e, dunque, sui clienti, mentre il Ministero, non assumendo personale, praticamente costringe gli avvocati a svolgere, mediante tale meccanismo, attività assolutamente non pertinenti alla libera professione, bensì tipiche, con le relative responsabilità, dei cancellieri o degli ufficiali giudiziari pur gravati, peraltro con la riduzione degli organici, da ulteriori oneri. Gli altri paesi dell’Unione Europea (quali la Francia e la Germania) hanno abbandonato, da subito, l’idea di sostituire il processo cartaceo con quello virtuale>>.

intervento Avv. CambreaSi è anche discusso di ogni sperequazione cagionata tanto per la disintegrazione del vecchio tariffario, quanto per gli esiti pensionistici di ciascun professionista costretto a versare elevati contributi alla Cassa di Previdenza nella più totale incertezza di una concreta ed effettiva pensione, intaccata sotto il profilo remunerativo e cronologicamente rinviata al conseguimento di ben più elevata età pensionabile.

E’ stato fatto notare, inoltre, lo sfruttamento delle capacità e delle risorse personali di ciascun professionista, da parte dei poteri forti, anche attraverso politiche di finte liberalizzazioni, in vista di una probabile approvazione di una norma contro la quale gli avvocati, da sempre naturali difensori della libertà, non possono che ribellarsi, essendo intuibili gli “appetiti” di Confindustria, banche ed assicurazioni che, non soltanto minacciano la libertà e l’autonomia della più antica e nobile professione del mondo, ma sono protese alla conquista di maggiori ricchezze, ai danni dei più deboli qualora dovesse andare in porto ogni progetto.

E’ seguito, quindi, l’intervento dell’Avv. Gaetano Cambrea, Segretario della Sezione ANAI (Associazione Nazionale Avvocati Italiani) di Palmi, il quale ha sottolineato l’inderogabile esigenza di un recupero del ruolo e delle funzioni dell’Avvocatura.

Successivamente, è anche intervenuto l’Avv. Carlo Morace, Vice Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del Foro reggino, il quale – rammentando i gravi problemi che affliggono la nostra società, soprattutto in tema di libertà, tanto da temere che si possa raggiungere un pericoloso stadio d’involuzione, piuttosto che proseguire in una sempre auspicata evoluzione – ha affermato che l’Avvocatura potrà uscire da questa grave situazione soltanto se si riuscirà a trovare l’unitarietà tra tutte le componenti associative, auspicando in tal senso una fattiva cooperazione tra tutte le libere Associazioni.

L’Avv. Aldo De Caridi, altresì intervenuto per ringraziare di essere stato chiamato a far parte della Commissione di studi e convegni organizzata dall’U.S.F. e presieduta dal Prof. Avv. Luciano Maria Delfino, nell’evidenziare che la legalità, di cui tanti parlano solo per “moda” o convenienza, sintetizza un concetto che è ben diverso da quello di giustizia ed il cui valore è stato da qualcuno gravemente accantonato in favore della prima, ha sottolineato l’esigenza del recupero del ruolo e della dignità dell’Avvocato.

Infine, con l’intervento dell’Avv. Antonio Priolo, sono anche emerse le ulteriori incongruenze del sistema che, riducendo e ritardando a dismisura i pagamenti del c.d. “gratuito patrocinio” – esattamente come fa un qualsiasi debitore che non onora gli impegni assunti col creditore – di fatto disincentiva gli Avvocati disponibili a difendere, sia pur con parcelle ridotte, proprio i più deboli.

I lavori assembleari si sono conclusi nella prospettiva di ricercare adeguate soluzioni ad ogni problema, soprattutto con la collaborazione di tutta l’Avvocatura, anche mediante articolate mozioni che potrebbero essere portate all’attenzione del prossimo Congresso Nazionale Forense, che si terrà a Rimini nei primi giorni del prossimo mese di ottobre.