Reggio Calabria, Iacopino (Gioventù Nazionale): “dispiace vedere Biasi ridotto a triste figurante della politica”

Roy Biasi

Roy Biasi

“Le esternazioni del sig. Roy Biasi non possono che provocare un senso di vergogna. Verrebbe da pensare che, logorato da un potere che non ha più e spazzato via alle ultime consultazioni elettorali dai taurianovesi che, probabilmente, non hanno apprezzato, giudicandola mediocre, la sua azione politico-amministrativa, ha pensato di scagliarsi contro la fede cristiana del consigliere Ripepi, uno dei pochi che si è sempre distinto per i fatti e non per le parole. Nell’era della comunicazione, dove anziché trattare i contenuti, conviene offendere e deridere, il sig. Biasi, ci dispiace per lui, sembra voler ostinatamente toccare il fondo per concludere una carriera politica povera e arida di cui non si è accorto nessuno. Non vorremmo che quello che sembra un disperato attaccamento alla poltrona debba essere letto nell’ottica di una discutibile strategia diretta a convincere il leader della Lega, Matteo Salvini, a nominarlo responsabile territoriale di Noi con Salvini. Ironicamente parlando, ci auguriamo davvero che non sia cosi, e ce lo auguriamo perché crediamo nel senso alto e nobile di una politica che non può continuare a produrre soltanto incapacità di programmazione e yes men del potente di turno”, scrive in una nota Luigi Iacopino, Gioventù Nazionale (FDI-AN). “Verrebbe da pensare -prosegue- e anche in questo caso ci auguriamo che non sia cosi, che per convincere gli ultimi quattro amici che gli sono rimasti a Taurianova, non sappia più cosa inventarsi e allora l’ultima risorsa per far parlare di sé è scagliarsi contro il Consigliere Ripepi, entrando nella sfera della fede cristiana di cui Massimo Ripepi è autorevole rappresentante. Atteggiamento, questo, moralmente discutibile che a nulla può servirgli se non ad aver quel minimo di visibilità che da tempo non ha più. A noi dispiace un atteggiamento del genere, del tutto privo di contenuti politici, perché riteniamo appartenga a una categoria di amministratori di cui il nostro territorio non ha proprio bisogno. A noi dispiace constatare che il sig. Biasi, che pareva essere un volto discreto della politica locale, abbia quasi deciso di ridursi a triste figurante senza arte né parte, parodia del mondo delle maschere pirandelliane che oggi ben rappresenta l’essenza dell’anticristianesimo imperante. Le sue parole non possono che essere rispedite al mittente, ribadendo chiaramente la necessità generale di rinobilitare non soltanto il livello del dibattito politico dalle angustie paludi della mediocrità ma anche e soprattutto la stessa azione politico-amministrativa che necessità di rappresentanti territoriali diversi nei toni, nei contenuti e nelle intenzioni. Reggio Città metropolitana deve partire al più presto con uno spirito nuovo, anche cristianamente inteso, che determini l’allontanamento di tutti coloro che intendono la politica come strumento di visibilità e forma di servilismo. Di politici del genere, che non possono produrre benefici, ne faremmo volentieri a meno e a loro non possiamo fare altro che indirizzare l’invito a lasciare con estrema urgenza. Con l’attacco nei confronti del consigliere Ripepi e le parole che ha usato, il sig. Biasi pare avere deciso offendere il proprio percorso politico. La pietà cristiana ci suggerisce, tuttavia, di consigliargli di evitare altre uscite fuori luogo e di accontentarsi dell’oblio in cui è caduto perché, se quello che riesce a partorire sono soltanto insulti, allora la sua uscita dalla politica non sconforta nessuno. Anzi – aggiunge- il suo potrebbe essere interpretato come un mero tentativo di ottenere una visibilità perduta legata al perdurare di poltrone e cariche politiche che, a questo punto, sarebbe meglio andassero ad altri. Il nostro territorio ha bisogno, e questa triste parabola mediatica che speriamo di dimenticare presto per dedicarci ad attività più fruttuose lo dimostra, di apporti umani diversi che, in modo particolare, non siano servi del potere ma servitori della comunità in modo credibile. Al sig. Biasi rivolgiamo, pertanto, l’invito a porre fine a questo triste scivolone che tutti ci saremmo volentieri risparmiati perché abbiamo altro a cui dedicarci. Se la politica intende chiudere a lui porte e portoni, valuti la possibilità di indirizzare la propria attenzione e il proprio impegno al volontariato a favore del prossimo in modo analogo al percorso che caratterizza la vita di Massimo Ripepi da venticinque anni a questa parte, dando così un senso nuovo alla propria vita e apprendendo qualcosa di buono”, conclude.