Reggio Calabria, Giovani Democratici nel caos: sfiduciato il segretario Tripodi

bandiere-giovani-democratici1Di seguito la lettera dell’ex segretario Tripodi al segretario nazionale dei Gd Zunino, relativamente alla sfiducia e commissariamento nei confronti dell’ex coordinatore:

Carissimo segretario,

in relazione alla lettera a me indirizzata, con oggetto “DISPOSITIVO DI COMMISSARIAMENTO DELLA FEDERAZIONE METROPOLITANA DI REGGIO CALABRIA”, ritengo di dover chiarire alcuni punti della stessa missiva. In particolare, ci tengo a sottolinearti come la “profonda instabilità politica” che viene addossata alla mia ancor breve gestione mi risulta come una considerazione del tutto nuova e, soprattutto, destituita di fondamento. Dal giorno del mio insediamento, infatti, ed ancor prima durante la fase congressuale, ho inteso condividere il percorso politico della mia segreteria con tutte le componenti politiche della federazione provinciale dei Giovani Democratici di Reggio Calabria. La composizione stessa del gruppo dirigente è avvenuta nel rispetto delle diverse anime e sensibilità politiche, in piena sinergia, dunque, e in considerazione dei principi di unità e pluralità che caratterizzano la nostra organizzazione fin da sempre. Unità riscontrata in ogni riunione degli organismi dirigenti, all’interno delle quali, come da verbali in nostro possesso, abbiamo approvato documenti politici deliberati sempre all’unanimità. Mi risulta, dunque, difficile capire quali siano state le azioni che la mia segreteria avrebbe posto in contrasto alla linea politica unanimemente scelta e portata avanti in questi quattro mesi a tal punto da renderla anormale.

Ritengo, inoltre, che, proprio visto il clima di condivisione prevalso durante questi -pochi- mesi, sarebbe stato molto più responsabile ed opportuno richiedere un confronto sulle tematiche oggetto della supposta “profonda instabilità politica”. Anche a tutela della percezione esterna che della nostra organizzazione ha sempre avuto il territorio. I Giovani Democratici sono simbolo di importanti battaglie e portatori di valori che i nostri giovani tesserati rappresentano e dovranno rappresentare tra qualche anno nelle varie sedi istituzionali, la strumentalità e il personalismo dentro cui prende forma questa azione punitiva nei confronti della mia segreteria ritengo siano un esempio deleterio da cui l’organizzazione che rappresentiamo uscirà decisamente sconfitta e svilita. Davanti a niente ed a nessuno la tutela dei principi di democrazia e confronto può essere messa in secondo piano, mai! Rischieremmo altrimenti di tradire il nome che portiamo, i principi che rappresentiamo ed i giovani militanti che hanno creduto in noi e ci hanno scelti come loro portavoce. Proprio a questi ultimi dovrò delle profonde spiegazioni e sarà difficile per me doverli informare che, nonostante mi avessero democraticamente eletto come guida della segreteria provinciale, attraverso una banale mail e senza un confronto nelle sedi deputate, sono costretto a lasciare il mio ruolo ed a deludere i membri della mia segreteria senza un motivo. Sarà motivo di imbarazzo per me che questo sopruso lo subisco, ma non posso non immaginare che non lo sia anche per te che lo imponi senza porre in atto le procedure che la democrazia ci insegna. Perfino i principali autori delle stragi naziste hanno goduto di un processo attraverso la quale difendersi, mentre io, oltre a non conoscere tuttora la mia accusa, non ho potuto neanche affrontare un confronto alla presenza tua, del segretario regionale e dei membri delle componenti politiche della federazione. Pur apparendo la tua una scelta partigiana e irrituale più che politica, la rispetterò per spirito di appartenenza ad una organizzazione che sento mia e verso i cui valori nutro forte rispetto e devozione politica, subordinandola necessariamente, però, ad una discussione di merito all’interno dell’assemblea provinciale, come al titolo III comma 16 dello statuto della federazione metropolitana di Reggio Calabria*, partecipata anche da te e dal segretario regionale.

Alex Tripodi