Reggio Calabria, donna muore ai Riuniti dopo il parto: la Procura apre un’inchiesta [DETTAGLI]

Reggio Calabria, una donna è morta agli Ospedali Riuniti dopo aver dato alla luce due gemelli. La procura ha aperto un fascicolo

LaPresse/ Adriana Sapone

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La Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità per la morte di una donna di 43 anni deceduta ieri sera agli “Ospedali riuniti” della città calabrese dello Stretto, dopo che nei giorni scorsi aveva dato alla luce nello stesso nosocomio, con parto cesareo, due gemelli. La donna, di cui non sono state rese le generalità, era stata ricoverata nel reparto di Ginecologia dei “Riuniti” il 3 giugno scorso per essere sottoposta a parto cesareo, intervento che era riuscito, tanto che la signora era stata dimessa dopo cinque giorni di degenza.

LaPresse/ Adriana Sapone

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Qualche giorno fa, pero’, i primi malesseri ed il nuovo ricovero nell’ospedale di Reggio, dove ieri sera la donna e’ deceduta. Il decesso della donna, secondo le prime risultanze, sarebbe stato provocato da un’imponente emorragia. L’inchiesta della Procura di Reggio Calabria e’ stata avviata dopo la denuncia presentata dai familiari della donna, che aveva altri due figli. Il pm di turno della Procura di Reggio Calabria ha disposto l’autopsia, che dovrebbe essere effettuata nella giornata di domani. La donna, dopo che ieri era stata riportata agli “Ospedali Riuniti”, era stata ricoverata nel reparto di Rianimazione, dove e’ sopraggiunto il decesso.

Lo stesso reparto di ginecologia era stato travolto poco meno di due mesi fa dallo scandalo “Mala Sanitas”, con l’imponente operazione della Guardia di Finanza sfociata in 4 arresti e 11 sospensioni per medici e infermieri operanti presso il reparto, a causa di gravi irregolarità.

Il segretario Uil-Sanità Nuccio Azzarà: “situazione di disorganizzazione”

nucciò azzarà reggio conferenza (3)Il segretario regionale della Uil-sanita’, Nuccio Azzara’, che in passato ha denunciato piu’ volte le carenze strutturali degli “Ospedali Riuniti’, interviene sulla vicenda della donna morta parlando di “dramma maturato in una situazione a dir poco disorganizzata”. “Dopo la chiusura del reparto di ostetricia a Melito Porto Salvo, che smaltiva oltre 800 parti all’anno – sostiene Azzara’ – quel carico di lavoro e’ stato trasferito a Reggio Calabria senza potenziare i ‘Riuniti’. A Reggio si e’ passati cosi’ a gestire oltre 1.800 parti all’anno e non si parla soltanto di ostetricia perche’ bisogna aggiungere gli interventi di chirurgia ginecologica. Piu’ volte abbiamo detto ai manager ed ai politici di correre ai ripari, tenuto conto che il resto della specialistica pesa su Locri, con oltre seicento parti all’anno, e su due strutture private, Villa Aurora, a Reggio, e Villa Elisa a Cinquefrondi. Arriviamo cosi’ a un totale di circa 3.500 parti all’anno, con evidente stress per gli operatori sanitari e le pazienti, fino al carico di rottura”. “A questo – dice ancora Azzara’ – bisogna aggiungere l’inchiesta della magistratura sulla ginecologia dei ‘Riuniti’ che ha comunque innescato, al netto delle responsabilita’ in corso di accertamento, un clima di particolare tensione che puo’ essere rimosso solo con interventi rapidi da parte di chi e’ preposto alla guida della sanita’ calabrese”.

La grillina Nesci interroga il premier Renzi e i ministri della Salute e dell’Economia

Dalila Nesci

Dalila Nesci

La deputata M5s Dalila Nesci ha interrogato il presidente del Consiglio e i ministri della Salute e dell’Economia sul caso della signora di 43 anni morta dopo il parto negli ospedali Riuniti di Reggio Calabria. La parlamentare, che gia’ aveva illustrato un’interpellanza urgente a seguito dei riscontri dell’inchiesta ‘Mala sanitas’ sul punto nascita di Reggio Calabria, ha chiesto ancora chiarezza sullo stato del reparto e sulla sicurezza delle nascite in Calabria. “Ancora una volta – spiega Nesci – messa in forte dubbio da una vicenda che tocca i vertici dell’organizzazione sanitaria. Questi frequenti episodi e il silenzio di chi governa – afferma la parlamentare 5 stelle – non sono piu’ tollerabili. Purtroppo il ministro della Salute e’ rimasto indifferente e si e’ limitato, fino ad ora, a scaricare le responsabilita’. I commissari Scura e Urbani continuano a tacere come il governatore Oliverio. All’ospedale di Reggio Calabria – prosegue la parlamentare – c’e’ peraltro una situazione irregolare che riguarda la dirigenza aziendale, sotto la lente della procura. Al piu’ presto presentero’ una proposta di legge per istituire una commissione parlamentare d’inchiesta sulla sicurezza delle nascite in Calabria. La politica – conclude Nesci – non puo’ ancora restare indifferente e immobile, fingendo che tutto vada bene e che non ci siano obblighi d’intervento immediato. Il Movimento 5 stelle vuole restituire giustizia e fiducia alle madri calabresi e ai loro figli”.