Reggio Calabria: consegnati all’Archivio di Stato storici registri di Leva e Ruoli Matricolari [FOTO e INTERVISTE]

Grazie al lavoro di sinergia tra la Capitaneria di Porto di Reggio Calabria, l’Archivio di Stato e l’Assessorato alla Cultura della città, sono stati recuperati dei documenti che ricostruiscono la “storia sociale del nostro mare” 

capitaneria archivio di stato comune reggio (2)“Riappropriarci della nostra storia, della storia del nostro mare e del nostro porto”: questo è un concetto emerso chiaramente durante l’incontro organizzato stamane nella Sala dei Lampadari di Palazzo San Giorgio per ufficializzare la consegna all’Archivio di Stato delle Liste di Leva Marittima e dei Ruoli Matricolari finora custoditi presso la Capitaneria di Porto di Reggio Calabria.

Un’operazione “di attenzione verso il territorio”, come l’ha definita l’assessore alla Cultura Patrizia Nardi; non per niente, l’Assessorato alla Cultura della città, guidato proprio da Patrizia Nardi, la Capitaneria e l’Archivio, hanno messo in campo questa “sinergia culturale” che ha portato nei giorni scorsi ad acquisire una serie di registri che documentano i Ruoli Matricolari dal 1901 al 1939, e altri sulla Leva di mare che vanno dal ’35 al ’45. “Una storia sociale”, grazie alla quale si è data completezza ad un decennio per quanto riguarda gli uomini di mare: a spiegarlo, il Direttore dell’Archivio di Stato, Mirella Marra, la quale attesta come i lavori eseguiti siano stati difficili ed articolati, lavori di recupero e documentazione in base ai quali “ho grandi aspettative che nel proseguire l’indagine possa uscire dell’altro. Manca del materiale sull’attività del porto – aggiunge Mirella Marra - Reggio con il suo mare ha sempre avuto un rapporto lontano, strano”.

Con ciò, Mirella Marra ricorda le minacce provenienti dal mare, dei Turchi, ma anche la ricchezza offerta nel corso dei secoli, derivante dal commercio degli agrumi, della seta.

capitaneria archivio di stato comune reggio (5)“Un’operazione importante, grazie alla quale sono state riaperte stanze chiuse”, così l’assessore Nardi, che insieme a tutti gli altri soggetti coinvolti tiene il punto sulla rilevanza di “riappropriarci della nostra storia: il mare è un elemento fondamentale della storia di questa città, e questo lavoro ci dà l’opportunità di guardare anche alla storia sociale del mare, la microstoria di una comunità, e la microstoria ci permette di costruire poi quella che è la grande storia”.

Presente all’evento di oggi, moderato da Franco Arcidiaco, anche il dirigente comunale alla Cultura, Marcello Cammera, i Comandanti Andrea Agostinelli C.V. e Giancarlo Russo C.V., che presto sarà al comando della Direzione Marittima di Reggio Calabria, e il Comandante Peluso, il quale ha diretto la commissione di ricerca dei documenti.

Il Comandante Agostinelli, a sua detta, ha trovato uno stimolo importante derivante dall’assessore Nardi e dalla dott.ssa Marra: “mi auguro che la città recuperi un rapporto con il mare e con il suo porto”. Il Comandante Russo ha altresì valorizzato l’evento odierno, in cui si è parlato di “cultura e della tradizione cittadina”. E sul recupero della tradizione marittima e del rapporto con il mare e con il porto sta lavorando anche l’amministrazione comunale: stamane, il vicesindaco Saverio Anghelone ricorda una delibera secondo cui si attesta il prolungamento del Lungomare fino al porto, un segnale di avvicinamento e continuità.