Reggio Calabria, Chizzoniti su intimidazione Marcianò “il tempo avrà modo di accertare la consistenza e la sincerità della vicinanza dimostrata all’assessore”

marcianò“Lungi dal vestire i panni del leo rugens in ordine alla iniziativa legalitaria assunta con indomito coraggio dall’Avv.ssa Angela Marcianò, giovane Assessore ai Lavori Pubblici presso il Comune di Reggio Calabria, intervengo sotto il peso di una duplice emozione. La prima è quella connessa al superamento delle barricate del pregiudizio di cui la città è disseminata “chistu è u paisi aundi si perdi tutto, aundi i fissa sunnu megghiu i tia, u paisi i mi’ncriscio e mi’ndi futtu e ogni cosa esti fissaria”; la seconda è alimentata dai peana di solidarietà provenienti da ogni parte coralmente convergenti nel sostenere il ricorso alla denuncia da parte di una neofita della politica. Rara avis! Per dirla con Seneca il tempo avrà modo di accertare la consistenza e la sincerità della vicinanza dimostrata ad una giovane amministratrice della res publica oppure se ancora una volta prevarrà la mentalità bizantineggiante reggina “cu’ncia faci fare, cu sapi chin’ce sutta, cu sapi aundi voli arrivare…”. Nella cornice di questa liturgia, sostenendo ultra vires l’opzione saggiamente esercitata dall’Avv.ssa Marcianò, senza rivendicare primogeniture od altro, devo puntualizzare che la stessa si inquadra in una visione armonicamente funzionante con le mie pregresse, identiche iniziative legalitarie doverosamente assunte, addirittura in Coniglio Comunale, sin dai tempi della sindacatura Falcomatà Senior”, scrive in una nota l’avvocato Aurelio Chizzoniti. “Ex ante – prosegue- ho denunciato in tantissime occasioni non soltanto i fatti ma anche i responsabili degli stessi, così come ho recentemente fatto anche sul versante specifico della manutenzione, ripristino manto stradale, canalizzazione cavi fibre ottiche, somma urgenza, ditte utilizzate, ecc. . La porta del mio studio è stata divelta, sono stato sentito per almeno quattro ore dalla Polizia Giudiziaria delegata alle indagini in ordine al voluminoso dossier rimesso alla Procura della Repubblica, alla Stazione dei Carabinieri di Gallina ed alla triade commissariale che mi ha ricevuto a “sezioni unite”. Alla stessa ho chiaramente evidenziato quanto è sotto gli occhi di tutti, ma, paradossalmente, un tecnico particolarmente compromesso ha fatto carriera! Ha quindi ragione da vendere l’Assessore ai Lavori Pubblici se, sul punto, esprime legittima quanto condivisibile costernazione e stupore. Ma un fatto è certo, questa volta la politica ha le carte in regola e non si è girata dall’altra parte né attraverso le mie denunce n.q. di Presidente del Consiglio Comunale ed in quella di Presidente della Commissione Regionale di Vigilanza e Controllo, tanto meno mediante quella dell’Assessore ai Lavori Pubblici in carica al Comune di Reggio Calabria. La stessa, fra l’altro -aggiunge- per quel che è dato capire, documenta la sprezzante continuità della condotta penalmente rilevante già da me, fin qui inutilmente, denunciata per cui è lecito attendersi adeguate risposte poiché, almeno in questo caso, non è la politica bensì la Giustizia che con agghiacciante silenzio tarda duramente a manifestarsi. Sembra lo scenario di un romanzo da brivido, ma ogni cosa è, invece, terribilmente reale ed, in un contesto cittadino in cui si finisce nel limbo di una perfida black list (i cui nomi, giornalisti compresi, vengono malvagiamente rifilati alla stampa) per una telefonata, per un invito a partecipare alla Festa del Mare o per via di incerte paternità (anche Maometto non ha mai conosciuto il genitore, così come Gesù di Nazareth), la Giustizia appare soltanto un “mirabile artificio” che ha, fra l’altro, consentito ai responsabili del dissesto Sogas, ineluttabilmente compendiato nell’istanza di fallimento firmata Dominijanni-Amerio, di farla franca. Torna quindi di drammatica attualità quanto egregiamente sostenuto dall’Alto Magistrato Dott. Vincenzo Macrì, secondo il cui acuto pensiero si registra sistematicamente “l’assenza di antimafia civile e istituzionale, la prima latitante quando la sua presenza sarebbe stata indispensabile (ma rischiosa), la seconda sempre in ritardo, sempre quella che commenta sdegnata il giorno dopo – Assessore Marcianò docet – e trasforma l’offesa alla dignità civile in occasione di dichiarazioni di maniera, irritanti quanto inutili”. Come dire: la legalità ha molti predicatori e poche vittime”, conclude