Reggio Calabria, Castorina ha incontrato la direttrice del carcere di Laureana

CastorinaIl Consigliere Comunale del Partito Democratico, Antonino Castorina, nella qualità di componente del gruppo carceri del Forum Nazionale dei Giovani, ha incontrato la direttrice dell’Istituto penitenziario di Laureana di Borrello, Angela Marcello. Nel corso del cordiale colloquio, Castorina ha avuto anche modo di visitare la struttura carceraria, prendere concreta visione dello stato di detenzione dei detenuti  e constatare le attività svolte all’interno della struttura dove opera un nutrito gruppo di giovani volontari. Castorina, ha avuto modo di dialogare con i detenuti e di apprezzare molto la realizzazione, all’interno della struttura carceraria, di un progetto pilota, in fase di approvazione da parte del competente Ministero, per rendere più agevoli e funzionali alla detenzione le modalità di arredo delle celle. All’interno della struttura, secondo la delegazione composta anche dall’avvocato Giuliana Barberi, dell’Associazione Nazionale Forense di Reggio Calabria e dall’avvocato Giampaolo Catanzariti, diventa necessario definire e programmare meglio il servizio sanitario con l’ASP con l’obiettivo di offrire maggiori garanzie per la tutela della salute dei detenuti oltre all’auspicio di avere quanto prima, all’interno della struttura di Laureana,  la presenza di un mediatore culturale. “Si tratta – dichiara Castorina – di una struttura che denota una buona gestione per avere affermato interventi e progetti indirizzati a privilegiare il recupero alla vita sociale del detenuto e, in coerenza con questa impostazione, alla direttrice Marcello l’intera delegazione ha formulato l’idea di organizzare una partita di calcio per inaugurare il campo i cui lavori si trovano oramai in fase di ultimazione”. “Se il vero scopo della detenzione e anche quello di rieducare e recuperare il detenuto, il sistema carcerario Italiano – conclude Castorina – nonostante le positive novità, necessita ancora non solo di importanti interventi strutturali per evitare il dramma del sovraffollamento, ma necessita pure di gestioni interne più attente e oculate per garantire, ai medesimi detenuti, sistemi di permanenza adeguati e dignitosi anche al fine di poter  restituire alla società, una volta scontata la pena, una persona in grado di potersi reinserire, nel contesto civile, sociale e lavorativo, senza dovere affrontare nuovi disagi e difficoltà”.